venerdì, 14 Maggio 2021

Cultura e turismo a braccetto nei siti Unesco italiani

Cultura, creatività e beni culturali fanno bene al turismo. Negli 882 comuni con siti Unesco si concentra, non a caso, il 40% delle imprese del Core culturale, con un’incidenza sul totale delle aziende superiore di ben 1,7 volte rispetto ai territori senza siti. E il livello di utilizzazione delle strutture turistiche (presenza per posti letto) è 1,6 volte superiore a quello degli altri territori (29,6% contro il 18,8%). Ė quanto emerge dal Rapporto 2017 “Io sono cultura – l’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi”, illustrato da Fondazione Symbola e Unioncamere alla presenza del ministro di beni culturali e turismo, Dario Franceschini.

“La capacità che ha di affascinare l’Italia nel mondo – dice il presidente della Fondazione Symbola, Ermete Realacci – dipende in gran parte dalle cose che analizziamo in questo Rapporto”. Lo testimonia anche l’andamento degli arrivi dall’estero. “Nell’anno dedicato ai Borghi – aggiunge – il turismo straniero in Italia è cresciuto nel complesso del +3%. Quello verso i borghi del +8,6%”.

“In quattro anni – commenta il ministro Franceschini – la cultura è diventata centrale nel dibattito pubblico e nelle scelte politiche del Paese, come si può leggere nei numeri del settimo rapporto Symbola-Unioncamere. Questo è il risultato di cui sono più orgoglioso. È finita la stagione dei tagli e si è ripreso a investire, ma c’è ancora molto da fare. È importante lavorare per governare la crescita del turismo internazionale del nostro Paese, continuare a accrescere le risorse umane e finanziarie pubbliche e private per il settore, sostenere lo sviluppo delle industrie culturali creative. Sfida della prossima legislatura sarà far diventare questo settore centrale nelle scelte strategiche del paese”.

 

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