Fontana Trevi, venduti 5mila ticket il primo giorno
03 Febbraio 2026, 11:21
ANSA/ALESSANDRO DI MEO
Il biglietto per lanciare la monetina a Fontana di Trevi è realtà. Dopo un anno di sperimentazione, in cui è stato inserito un numero chiuso e un controllo dei flussi dei visitatori, turisti e non residenti adesso devono pagare due euro per l’accesso contingentato all’area prospiciente il catino della fontana simbolo di Roma.
Resterà invece gratuito l’accesso a Fontana di Trevi per i residenti della Capitale e della Città Metropolitana con presentazione del documento di identità, così come per le persone con disabilità e relativo accompagnatore, i minori con età inferiore ai 6 anni, le guide turistiche. Il ticket sarà richiesto dal lunedì al venerdì dalle 11.30 alle 22, e nel weekend dalle 9 alle 22, con l’ultimo ingresso alle 21.
Complessivamente sono stati 5mila i visitatori tra le 9 e le 18, tra cittadini e turisti. L’amministrazione capitolina stima di ricavare introiti per 6-7 milioni di euro l’anno; gli ingressi variano infatti dai 30mila a punte di 70mila al giorno.

Con il ricavato, come spiega l’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio, l’amministrazione conta di “dare tutte le attenzioni necessarie alla fragilità dei monumenti romani, 113 dei quali sono stati restaurati con fondi Pnrr, e permettere nel frattempo ai cittadini di Roma e provincia di godere gratuitamente di tutto il sistema museale capitolino”.
I turisti non sono apparsi troppo amareggiati per l’introduzione del pagamento per l’accesso alla Fontana. “Due euro non sono tanti, va bene, è giusto”, dicono sorridendo tre ragazze che arrivano dalla California e si scattano selfie sulla piazza, senza accedere al catino. E se qualche turista italiano appare infastidito, c’è invece chi apprezza la misura. “La fila è ordinata e poi in questo modo si riesce ad apprezzare il monumento e non c’è ressa”, sostengono Fabio, Sonia e Martina, che arrivano da Milano.
“Con 2 euro siamo stati morigerati – è il parere dell’assessore capitolino al Turismo, Alessandro Onorato – a New York avrebbero chiesto 100 dollari. E poi prima qui molti bivaccavano, mangiavano o pretendevano di fare un pediluvio o una nuotata, ora è tutto ordinato”. L’assessore aggiunge che “le transenne, che sono un obbrobrio, spariranno”.
Chi è apparso nettamente contrario al biglietto per l’ingresso a Fontana di Trevi è l’archistar Massimiliano Fuksas. “E’ pessima l’idea – commenta – io non avrei fatto pagare nemmeno quello al Pantheon, i monumenti non li farei pagare. E se fosse possibile non farei pagare nemmeno l’autobus, soluzione non a caso proposta dal sindaco di New York”.

Per il Codacons invece la “tassa sulla fontana si è rivelata un flop con un numero di visitatori ben al di sotto delle medie giornaliere e delle aspettative del Campidoglio”. “Rispetto ai 30mila visitatori che si registrano in media ogni giorno, la Fontana di Trevi, secondo i dati forniti dal Comune, ha accolto appena 5mila turisti, un dato deludente e decisamente inferiore alle aspettative del Campidoglio – spiega il Codacons – Questo perché la maggior parte dei turisti ha evidentemente bocciato l’assurdo balzello da 2 euro, che rappresenta una orrenda monetizzazione di un sito di interesse storico e culturale e che serve unicamente a coprire l’incapacità dell’amministrazione di reperire risorse per il proprio bilancio”.