mercoledì, 30 Settembre 2020

Entra Cerberus e si riaprono i giochi per Alitalia?

Futuro a stelle e strisce per Alitalia? Dopo che il fondo statunitense di private equity Cerberus Capital Management, pur non avendo presentato un’offerta vincolante, si è fatto avanti manifestando l’interesse ad acquistare l’intera compagnia, potrebbe riaprirsi i giochi per Alitalia.

Il fondo speculativo statunitense (fondato nel 1992 e che è stato guidato tra gli altri da Dan Quayle, ex vicepresidente Usa durante l’amministrazione Bush), scrive il Financial Times,  che gestisce 30 miliardi di dollari e in Italia è attivo nei prestiti in sofferenza alle banche, sarebbe disposto a investire fra 100 e 400 milioni di euro per il controllo della compagnia, con un piano che prevede anche il ruolo del Governo, con una quota nella compagnia, e quello dei sindacati, con una sorta di ‘condivisione degli utili’. E sarebbe disposto a lavorare con i commissari sulla riorganizzazione dell’aviolinea prima ancora di fare il proprio investimento.

La mossa di Cerberus, che nel settore aeronautico ha ristrutturato Air Canada più di una decina di anni fa, arriva però a poco più di una settimana dalla scadenza delle offerte vincolanti, che Cerberus ha scelto di non presentare perché riteneva i termini del bando “troppo restrittivi”. Ma proprio il fatto che Cerberus punti all’intera compagnia, e non solo ad alcuni asset, potrebbe aprire nuovi scenari: l’offerta di Cerberus non può essere considerata a meno che non venga cancellata l’asta già effettuata, oppure potrebbe rientrare in gioco alleandosi con un altro dei pretendenti già in gara.

“Con Cerberus abbiamo avuto incontri e i rappresentanti del fondo hanno avuto accesso alla data room. Siamo lusingati per ogni soggetto che abbia manifestato interesse. In questo momento siamo nella fase di valutazione di quanto pervenuto il 16 ottobre e non posso aggiungere altro”, ha detto Stefano Paleari, uno dei tre commissari di Alitalia, in un’intervista al Sole 24 Ore. Quindi Paleari si è soffermato sui buoni risultati raggiunti dall’amministrazione straordinaria. “Il secondo semestre del 2017 si chiuderà con un Ebitda in sostanziale pareggio e che entreremo nel 2018 con una dotazione finanziaria di oltre 800 milioni di euro, di poco inferiore al prestito ponte ricevuto. I ricavi per la prima volta da alcuni anni sono tornati a crescere e siamo riusciti a tagliare nel complesso oltre 130 milioni di euro di costi operativi su base annua”.

Intanto prosegue il confronto con i sindacati sulla nuova procedura di cigs decisa dai commissari, che coinvolgerà 442 lavoratori in più (1.800, di cui 1.230 di terra e 570 di volo) fino a fine aprile. Il confronto proseguirà lunedì 30 ottobre al Ministero del Lavoro per arrivare ad un accordo prima del termine della procedura il 31. La prossima settimana, inoltre, probabilmente giovedì 2, i sindacati incontreranno anche i commissari per fare il punto sulla procedura di vendita.

 

 

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