venerdì, 14 Maggio 2021

Governo punta a concordato per Air Italy ma il Qatar frena

Il Governo punta a cambiare la liquidazione di Air Italy in concordato per garantire il futuro dei suoi 1.450 lavoratori. Ma Qatar sembra frenare su ipotesi di ulteriori investimenti.

Intanto la compagnia ha riaperto le prenotazioni per i viaggi in continuità territoriale fino al 16 aprile, ovvero il termine del regime attualmente vigente. Ma anche dopo quella data i servizi con l’isola resteranno garantiti, assicura la ministra dei trasporti Paola De Micheli, che nelle prossime ore firmerà il decreto per prorogare la continuità fino a fine anno.

I dettagli del negoziato in corso arriveranno oggi al tavolo convocato dal ministero dei Trasporti con i sindacati e le Regioni Sardegna e Lombardia. De Micheli ha già anticipato l’intenzione di insistere con “la richiesta ai soci di cambiare la procedura di liquidazione” in bonis annunciata l’11 febbraio “in procedura di concordato”. Questo permetterebbe di garantire gli ammortizzatori ai lavoratori, per i quali ora invece c’è lo spettro del licenziamento. L’impegno del Governo infatti, “qualunque sarà la risposta degli azionisti, è di sostenere con il reddito e con concrete prospettive di impiego tutti i lavoratori coinvolti”, assicura De Micheli, precisando di aver ricevuto dal Ministero del Lavoro un chiarimento sul fatto che la società, non avendo usato ammortizzatori di recente, può applicare “la disciplina in materia di intervento straordinario di integrazione salariale”.

Ma mentre resta da capire quale sarà la replica degli azionisti della compagnia, Alisarda (che detiene il 51%) e Qatar Airways (con il restante 49%), un primo segnale arriva dal Qatar: con le autorità di Doha sono stati avviati contatti diretti per “verificare la disponibilità di mantenere gli investimenti in Air Italy”, ha fatto sapere De Micheli che ha incontrato l’ambasciatore in Italia, ricevendo la disponibilità ad “individuare ogni possibile soluzione condivisa”. Ma ieri poi, in serata, fonti della compagnia fanno sapere appunto che non c’è più interesse ad investire perché questo era legato al precedente business plan.

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