domenica, 27 Settembre 2020

Federcongressi contro spending review: danneggia settore

Limitare la libertà prescrittiva del medico vuol dire meno investimenti delle aziende farmaceutiche

Federcongressi&eventi rilancia l'appello – come già aveva fatto lo scorso febbraio – a supporto di Farmindustria nella richiesta di eliminare o modificare l'emendamento della cosiddetta Spending Review che obbliga il medico a indicare nella ricetta la sola denominazione del principio attivo contenuto nel farmaco.
"Questa norma – commenta il presidente Federcongressi&eventi, Paolo Zona – si risolve in una distorsione della concorrenza a danno del prodotto con marchio, perché di fatto limita una prerogativa esclusiva del medico. Ciò avrà gravi ripercussioni sulle aziende farmaceutiche e, ulteriore inevitabile conseguenza, comporterà un drastico taglio degli investimenti rivolti all'informazione scientifica e al supporto di iniziative congressuali e di formazione ECM. Ancora una volta – continua Zona – debbo stigmatizzare le drammatiche inevitabili ricadute di un'operazione iniqua e, beffa oltre al danno, a saldo zero. Questa misura non apporta nessun vantaggio per il Servizio Sanitario Nazionale (che rimborsa già il farmaco a minor prezzo), e nessun vantaggio significativo per il cittadino; trasferisce bensì, in forma coattiva, quote di mercato (a zero valore aggiunto) a favore delle aziende produttrici di farmaci equivalenti che non producono in Italia nulla di ciò che vendono, danneggia il sistema produttivo e occupazionale farmaceutico italiano e, conseguentemente, numerose componenti dell'indotto fra cui la nostra. E intanto il ministro del Turismo Piero Gnudi tollera che il Convention Bureau Italia venga messo in liquidazione…".

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