100 pax lasciati a terra per nuovi controlli Ue: polemica


Più di cento passeggeri sono rimasti a terra all’aeroporto di Milano Linate senza riuscire a imbarcarsi su un volo easyJet per Manchester a causa delle lunghe code per il nuovo sistema d’ingresso elettronico alle frontiere per i cittadini extra-europei (il cosiddetto Entry/Exit System o EES), introdotto anche per quelli del Regno Unito dopo la Brexit. Lo riportano i media britannici, che citano alcuni protagonisti di questa disavventura.

La compagnia low-cost ha ritardato il decollo di 52 minuti per consentire a quanti più passeggeri possibile di superare i controlli, ma l’aereo è stato costretto a partire quando l’equipaggio ha raggiunto il limite massimo di ore di servizio consentite dalle normative sulla sicurezza. Dei 156 passeggeri previsti, solo 34 sono riusciti a salire a bordo.

Tra chi è rimasto a terra, Max Hume, 56 anni, la moglie Lynsey, 46 anni, e il figlio tredicenne Archie, che erano di rientro in Inghilterra, come molti altri, dopo una vacanza. “Siamo sfiniti e delusi”, ha detto Hume, costretto a prenotare un altro volo per poter tornare a casa con la famiglia.

Il nuovo sistema di controlli prevede, nel rispetto della privacy, la registrazione dei dati biometrici dei passeggeri – impronte digitali e immagine del volto – insieme ai dati contenuti nel passaporto.

La vicenda ha scatenato un’inevitabile polemica tra easyJet e l’aeroporto. La compagnia ha parlato di circostanze “non dipendenti da noi” a fronte delle lunghe code ai controlli che si sono create mentre altri voli sono comunque partiti senza problemi nonostante il sistema EES.

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