10mila italiani coinvolti nel caos voli nel Regno Unito: rimborso o assistenza?
09 Settembre 2026, 12:45
EPA/ANDY RAIN
Sono circa 10mila gli italiani coinvolti tra ieri e oggi nei disagi registrati presso gli aeroporti del Regno Unito a causa del guasto tecnico che ha mandato in tilt il sistema informatico di controllo del traffico aereo britannico.
I dati arrivano da RimborsoAlVolo, secondo cui tra l’8 settembre e la mattina del 9 settembre sono in totale 79 i voli cancellati che hanno interessato i viaggiatori italiani: 43 voli in partenza dagli aeroporti colpiti dai disagi e diretti in Italia, e 36 voli in partenza dagli aeroporti italiani.
La normativa comunitaria stabilisce che le tutele per i passeggeri previste in caso di ritardi prolungati o cancellazioni si applicano anche ai voli (di linea, charter, low cost) in partenza da un aeroporto situato in un Paese non comunitario, con destinazione un aeroporto comunitario, qualora la compagnia aerea sia comunitaria, sottolinea RimborsoAlVolo.
I problemi tecnici che hanno coinvolto gli aeroporti della Gran Bretagna rientrano nelle cause di forza maggiore non imputabili alla responsabilità delle compagnie aeree e quindi non spetta la compensazione pecuniaria fino a 600 euro, ma i diritti dei viaggiatori devono essere garantiti dai vettori.
In caso di cancellazioni e ritardi prolungati le compagnie devono garantire assistenza ai passeggeri (pasti, bevande, sistemazione in albergo ecc.) e, se l’assistenza non viene garantita, devono rimborsare le spese sostenute dai viaggiatori: a tal fine è bene conservare tutte le ricevute attestanti tali spese. In caso di cancellazione la compagnia aerea deve offrire inoltre la scelta tra: il rimborso del biglietto e, in caso di coincidenza, un volo di ritorno all’aeroporto di partenza non appena possibile; l’imbarco su un altro volo verso la destinazione finale non appena possibile, oppure l’imbarco su un altro volo in una data successiva.