Aeroporti senza carburante, allarme da Linate a Brindisi


Negli aeroporti italiani il carburante comincia a scarseggiare. Nei giorni scorsi l’operatore Air Bp Italia, che fa parte del colosso britannico dei carburanti, aveva annunciato una distribuzione contingentata per i voli sugli aeroporti di Milano Linate, Venezia, Treviso e Bologna. Per alcuni si tratta dei primi effetti del blocco dello Stretto di Hormuz, anche se l’Enac si era affrettato a garantire che le limitazioni fossero in realtà la conseguenza del traffico più intenso che sempre si registra durante le feste di Pasqua.

Nelle ultime ore, poi, è arrivato un nuovo avviso dei Notam, i bollettini aeronautici, per quello di Brindisi: le compagnie non potranno farvi rifornimento e dovranno calcolare la quantità di carburante sufficiente dall’aeroporto precedente per le tratte di volo successive. Sono disponibili “quantità limitate”, si legge nel documento, e saranno concesse solo per i voli statali, quelli di soccorso e ospedalieri. Ma paletti al carburante sono previsti anche per Reggio Calabria e Pescara.

Il presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Maria Vasile, si è però affrettato ad assicurare che “la scorta carburante a Brindisi sarà ripristinata già oggi”. “Gli aeromobili provenienti da Milano, Bologna e Venezia hanno fatto rifornimento a Brindisi riducendo significativamente la scorta. Si tratta dunque di effetti indiretti connessi alle problematiche registrate da altri scali” spiega Vasile, secondo il quale “al momento non c’è alcuna emergenza per quanto riguarda la disponibilità di carburante negli scali pugliesi. La situazione è sotto controllo, anche e soprattutto a Brindisi e non c’è alcun motivo per creare preoccupazioni o allarmismi”. “Le forniture di carburante continuano regolarmente – aggiunge il presidente Adp – e non c’è alcun rischio di carenza imminente. Aeroporti di Puglia sta gestendo la situazione con la professionalità di sempre e attraverso un monitoraggio costante, in modo da garantire che tutto proceda normalmente”. 

Va ricordato che l’Europa importa circa il 30% del suo carburante per aerei e che alcune compagnie come Ryanair e Lufthansa hanno già avvisato sulle conseguenze nel caso il conflitto e il blocco del petrolio trasportato nel Golfo Persico dovesse estendersi fino a maggio o a giugno. In un’intervista al quotidiano tedesco Die Welt, la responsabile del settore tecnologia e It Grazia Vittadini sottolinea come “ci siano già difficoltà in alcuni scali in Asia”. Lufthansa si è coperta tramite contratti derivati dai rialzi dei prezzi sull’80% delle proprie necessità per il 2026 ma “certamente la crescita ha un impatto anche su di noi”, ammette. 

Inoltre, secondo l’ultimo rapporto di Eurocontrol, il prezzo medio del carburante per aerei ha chiuso a 4,73 dollari al gallone il 27 marzo 2026, registrando un aumento del 4% rispetto a due settimane prima e il doppio rispetto all’inizio dell’anno. Quanto al traffico aereo, si rileva che dal 23 al 29 marzo si sono registrati 27.784 voli giornalieri, con un incremento del 2,5% rispetto alla settimana precedente e del 2% rispetto al 2025. I flussi di traffico su base annua sono aumentati in tutte le regioni, ad eccezione della tratta tra Europa e Medio Oriente, che è rimasta fortemente colpita con un calo del 51% rispetto alla stessa settimana del 2025.

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