martedì, 26 Gennaio 2021

Bocca: con stop spostamenti regioni impensabile hotel aperti

“Fino ad oggi abbiamo rispettato tutti i protocolli. Abbiamo dimostrato di essere una filiera produttiva sicura. Ad oggi non sono stati registrati casi di Covid dentro gli hotel, né tra i clienti né tra i dipendenti. Se il governo dovesse decidere di impedire il passaggio da regione a regione, anche se da gialla a gialla, è impensabile riuscire a stare aperti. Significherebbe chiudere gli alberghi”. Lo ha sottolineato Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, nel corso della registrazione della puntata di Porta a porta su Rai1. “Il nostro discorso, quindi – ha aggiunto Bocca – è quello di usare la massima prudenza, di mantenere il massimo rigore ed il massimo rispetto delle regole. Le nostre strutture sono un luogo sicuro. Noi siamo favorevoli al passaggio da una regione all’altra in alberghi che sono sicuri. Altrimenti non c’è alternativa, perché un albergo senza clienti non è nelle condizioni di sopravvivere”.

Della stessa idea Massimo Caputi, presidente Federterme-Confindustria: “chiudere i transiti tra le regioni nel periodo di Natale per scongiurare la diffusione della pandemia appare uno strumento assolutamente improprio che danneggerebbe inutilmente le molte filiere che hanno operato seriamente e che hanno combattuto con determinazione la diffusione della pandemia. Le terme, mete tradizionali di vacanze e cure nel periodo natalizio, perlopiù collocate in zone interne o in campagna , hanno meglio gestito la pandemia rilevando un minimo numero di contagi. In particolare, il Sistema Termale italiano, grazie al Protocollo Terme Sicure ed ai presidi medici obbligatori, ha avuto – come altre filiere- ZERO contagi e il Governo con grande intelligenza lo ha mantenuto aperto. E’ sicuramente necessario far rispettare le regole ed inasprire le pene per chi non le rispetta in spregio del senso civico e sociale, ma non è possibile, nel periodo natalizio, mandare in cassa integrazione milioni di lavoratori e far chiudere migliaia di imprese termali e turistiche perché una parte della nostra società non rispetta le regole”.

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