Carta d’Amalfi, Decreto sicurezza recepisce istanze dei comuni turistici


Un primo obiettivo dei sindaci firmatari della Carta di Amalfi diventa realtà. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Sicurezza, il Governo ha recepito alcune delle principali proposte avanzate dalle città turistiche italiane per rafforzare la sicurezza e la gestione dei flussi nei territori a forte vocazione turistica. In particolare, i commi 4 e 6 dell’articolo 6 del provvedimento accolgono le richieste avanzate dai sindaci – con il supporto di ANCI nazionale – introducendo una modifica normativa attesa da tempo.

La nuova disposizione stabilisce che le spese per gli agenti di polizia municipale finanziate attraverso l’imposta di soggiorno (comma 4) e tramite i proventi del codice della strada (comma 6), pur continuando a essere contabilizzate nel totale delle spese di personale, non rientreranno più nel limite contingentato per le assunzioni a tempo determinato previsto dal DL 78/2010.

Una misura che consentirà ai Comuni turistici di rafforzare i servizi di sicurezza e controllo del territorio nei periodi di maggiore affluenza, senza penalizzare la capacità organizzativa degli enti locali.

“Questo risultato dimostra che quando le amministrazioni locali lavorano insieme e avviano un confronto costruttivo con il Governo, è possibile trovare soluzioni concrete ai problemi dei territori – affermano i Sindaci firmatari della Carta di Amalfi – La modifica normativa introdotta rappresenta un passo importante per garantire più sicurezza e una migliore gestione delle città turistiche, soprattutto nei momenti di maggiore pressione dei flussi. È la dimostrazione che la buona politica e le competenze, al di là delle appartenenze, possono produrre risultati utili per i cittadini”.

La Carta d’Amalfi è stata sottoscritta da oltre 25 sindaci di importanti città turistiche italiane con l’obiettivo di ridefinire l’equilibrio tra i flussi turistici e il benessere delle comunità residenti. Il documento affronta temi centrali per il futuro delle destinazioni italiane, tra cui: gestione dei flussi turistici e contrasto al sovraffollamento, tutela della residenzialità, fiscalità di scopo per i territori turistici, mobilità sostenibile, sicurezza negli spazi pubblici. Tra le proposte avanzate figurano anche modifiche normative, strumenti fiscali a sostegno del settore e politiche di destagionalizzazione. Nel gennaio 2026 la Carta di Amalfi ha compiuto un ulteriore passo avanti, evolvendosi in un protocollo d’intesa tra il Ministero del Turismo, il Ministero dell’Interno e i Comuni firmatari, con l’istituzione di un tavolo interistituzionale permanente per la gestione dei flussi turistici.
Questi i Comuni aderenti alla Carta di Amalfi: Amalfi, Arzachena, Atrani, Ayas, Capri, Castellabate, Cortina d’Ampezzo, Courmayeur, Ischia, Pinzolo/Madonna di Campiglio, Polignano a Mare, Pollica, Positano, Praiano, Ravello, Riomaggiore, Riva del Garda, Roccaraso, San Gimignano, Taormina, Volterra.

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