In 10 anni vacanze sempre più care: così cambiano le abitudini

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Super caldo anche a Napoli con i turisti che si riparano con ombrellini da sole ed attraversano le principali piazze cittadine tenendosi sul lato in ombra , 17 luglio 2026 ANSA/ CIRO FUSCO


Estati sempre più care per gli italiani che decidono di andare in vacanza. Negli ultimi 10 anni le tariffe dei trasporti ma anche i prezzi dei pacchetti vacanze e degli hotel hanno subito una costante escalation modificando profondamente le abitudini delle famiglie. E’ quanto emerge dalla lettura delle rilevazioni del Centro di formazione e ricerca sui consumi (C.r.c.) che ha messo a confronto i listini del 2016 con quelli di oggi.

Il record dei rincari spetta alle tariffe aeree: in 10 anni infatti i prezzi dei voli nazionali sono quasi triplicati, aumentando del +193,3%, mentre i voli europei costano oggi il 187% in più rispetto al 2016, +68% gli intercontinentali, che tuttavia pagano oggi lo scotto di una minore domanda a causa della guerra in Iran.

Le tariffe dei traghetti risultano quasi raddoppiate e segnano una crescita del +92,1% e, per rimanere in ambito trasporti, il gasolio costa in media il 61% in più rispetto a 10 anni fa (+28,5% la benzina), mentre per le auto a noleggio si spende quasi il 28% in più; i biglietti dei treni salgono del +27,6%, mentre i pedaggi registrano un rincaro meno marcato, quantificabile al +10,3% nel periodo preso in esame.

Dormire in una camera d’albergo risulta più costoso del 69%, mentre i listini di villaggi vacanza e campeggi salgono solo del 22%, ma i pacchetti vacanza tutto compreso rincarano di ben il 46% in 10 anni.

“I pesanti rincari che si sono abbattuti negli ultimi anni sul comparto dei viaggi e del turismo hanno modificato profondamente le abitudini degli italiani, che adottano strategie di sopravvivenza per concedersi una villeggiatura senza svuotare i portafogli – spiega il presidente del comitato scientifico del C.r.c., Furio Truzzi – Se nel 2016 la vacanza estiva aveva una durata media di 11 giorni ed era concentrata nel mese di agosto, oggi le famiglie fanno viaggi più corti, di 3 o 4 notti fuori casa, ma più frequenti e spalmati nei mesi di giugno, luglio e settembre, quando le tariffe sono più basse. Si prediligono poi sempre più mete vicine e facilmente raggiungibili, in modo da contenere i costi di trasporto: la percentuale di chi sceglie destinazioni estere per le proprie vacanze estive si è più che dimezzata, passando dal 25,5% del 2016 al 12% dello scorso anno”.

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