In 10 rischiano il processo per l’incendio di Fiumicino, c’è anche Lo Presti

Per l’incendio che il 6 maggio scorso danneggiò seriamente il Terminal 3 dell’aeroporto di Fiumicino rischiano il processo in dieci, tra cui l’ad di Aeroporti di Roma Lorenzo Lo Presti. La Procura di Civitavecchia ha infatti chiuso il primo dei tre filoni di indagine. La chiusura dell’inchiesta é l’atto che di norma precede la richiesta di rinvio a giudizio. E’ il procedimento in cui si ipotizzano, a seconda delle posizioni, i reati di incendio colposo e lesioni.

Lo Presti, nella veste di datore di lavoro, avrebbe omesso di “operare una adeguata valutazione del rischio incendio predisponendo una carente organizzazione per la gestione operativa delle emergenza nonché una carente attività di controllo sulla manutenzione”.    

Il procuratore capo di Civitavecchia Gianfranco Amendola ha notificato l’avviso di chiusura indagine anche a Patrizia Terlizzi, direttore del Sistema aeroporti Lazio dell’Ente nazionale aviazione civile (Enac), e ad Antonio Perazzolo, responsabile del distaccamento dei vigili del fuoco di Fiumicino. Nel registro degli indagati inoltre Giuseppe Petrungaro e Emiliano Carriccia, rispettivamente operaio termo-idraulico alle dipendenze dell’Ati Leonardo Multiservizi Scarl e tecnico frigorista della Johnson Control System and Service Italy, subappaltatrice dell’Ati.

A rischiare il processo anche due impiegati di Aeroporti di Roma (Adr), Antonio Porcu e Adriano Tedesco, due dipendenti della Leonardo Multiservizi, Mauro Pietro Grande e Valerio Minciotti, oltre a Fabio Verdelocco, responsabile coordinatore del controllo servizio manutenzione ordinaria impianti termini Adr. In procura restano aperti altri due fascicoli. Il primo relativo alla non corretta gestione degli effetti contaminanti attivi legati ai fumi dell’incendio, l’altro che coinvolge la Asl di zona. 

 

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