Iran nega: aereo ucraino non è stato colpito da missile

“Non è stato colpito da un missile”. Il presidente dell’Organizzazione per l’aviazione civile iraniana, Ali Abedzadeh, nega le accuse secondo cui il Boeing ucraino precipitato all’alba di mercoledì a Teheran sia stato abbattuto per errore da un razzo iraniano, tesi avallata nelle ultime ore anche da Canada e Regno Unito. E nel frattempo l’Iran invita i tecnici della Boeing a partecipare alle indagini. All’inchiesta sull’accaduto parteciperà anche l’agenzia Usa per la sicurezza dei trasporti.

Ieri era spuntato un video, pubblicato dal New York Times, che mostrerebbe il momento dell’impatto con il missile: il colpo non però ha provocato un’esplosione immediata del jet che ha continuato a volare per diversi minuti ancora, cercando di tornare indietro verso lo scalo. Altri video visti dal Nyt mostrano quindi il momento in cui l’aereo in fiamme è esploso e precipitato. Anche fonti della Cbs riferiscono che l’intelligence Usa avrebbe intercettato segnali di due missili lanciati dagli iraniani, seguiti poco dopo da un’esplosione.

Del resto, già nelle prime ore dopo la caduta del volo PS752 la dinamica aveva sollevato dubbi tra gli esperti, visto che il decollo era avvenuto in modo regolare e il Boeing 737 sarebbe in grado di volare anche con un solo motore. Il velivolo aveva appena tre anni, i piloti erano esperti e le condizioni di visibilità e atmosferiche risultavano buone.

Un team di tecnici ucraini è giunto a Teheran per partecipare all’inchiesta con le autorità locali. Tra questi ci sono anche esperti che si erano occupati del volo della Malaysia Arlines MH17 abbattuto da un missile nei cieli ucraini nel 2014, provocando 298 morti. Secondo il segretario del Consiglio di difesa e di sicurezza di Kiev, Oleksiy Danilov, non è possibile escludere la collisione con un missile o un altro oggetto volante, ad esempio un drone. Ma non si mette ancora da parte l’ipotesi di un’esplosione a bordo a seguito di “un atto di terrorismo”. “Scopriremo la verità svolgendo un’indagine dettagliata e indipendente”, ha promesso il presidente ucraino Volodimir Zelensky, definendo “una priorità” l’accertamento delle cause. E il Canada ha invocato la massima trasparenza di fronte alle “molte domande che dovranno trovare risposta”.

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