venerdì, 27 Maggio 2022

Levata di scudi contro Anci che vuole aumentare tasse per i passeggeri

Coro di no da parte del settore turismo all’aumento della tassa addizionale d’imbarco dei passeggeri in partenza dagli aeroporti nazionali proposto dall’Anci. A esprimere la sua contrarietà è innanzitutto l’Ibar che, “pur comprendendo pienamente l’importanza dei servizi che i Comuni offrono alle rispettive cittadinanze, ritiene che un ulteriore aumento delle addizionali possa danneggiare fortemente il mercato del trasporto aereo, l’economia italiana e i consumatori”.

L’addizionale d’imbarco istituita in Italia nel 2003 per compensare Enav per i costi sostenuti per garantire la sicurezza ai propri impianti e per garantire la sicurezza operativa, è stata introdotta come tassazione con un valore iniziale di 1 euro a passeggero. Nove anni dopo, nel 2012, al fine di finanziare in parte la cosiddetta Riforma Fornero, è stato previsto l’ultimo aumento che ha portato le addizionali all’attuale valore di 6,50 euro negli aeroporti italiani, ad eccezione degli scali romani dove questo dato è ancora più alto, 7,50 euro a passeggero.

“Un ulteriore aumento di 2 euro, come suggerito dagli emendamenti presentati dall’Anci – afferma preoccupato il presidente dell’Ibar Umberto Solimeno – danneggerebbe in maniera netta il settore del trasporto aereo che già subisce prelievi fiscali molto significativi: nel 2011, le compagnie aeree operanti in Italia hanno pagato 1,6 miliardi di euro di tasse dirette e di contributi previdenziali, mentre i passeggeri hanno versato 503 milioni di euro in addizionali d’imbarco, iva inclusa”.

Sullo stesso piano Assoturismo-Confesercenti Emilia Romagna, secondo cui “questo ulteriore balzello andrebbe a gravare sui turisti e ovviamente andrebbe a sovrapporsi alle tasse attuali (vedi imposta di soggiorno): evidentemente qualcuno pensa che il turismo si possa sviluppare ‘spremendo’ ulteriormente i viaggiatori, a quando allora una tassa sull’aria che respirano o sul suolo che calpestano?”

“E’ l’ennesimo ostacolo alla competitività del sistema turistico Italia – sostiene Filippo Donati presidente nazionale Assohotel – si continua a tassare il turismo che porta ricchezza, togliendo così ricchezza al paese”.

Secondo Stefano Bollettinari, direttore di Confesercenti Emilia Romagna, “considerando la già abbastanza elevata pressione fiscale, occorre reperire risorse diminuendo la spesa pubblica improduttiva e investire maggiormente per il miglioramento delle infrastrutture, dei trasporti, della qualità ambientale delle destinazioni e rafforzando la promozione, se vogliamo davvero aumentare il Pil turistico e l’occupazione del settore”.

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