Msc Euribia ferma in porto a Dubai, a bordo tanti italiani

EPA/STRINGER


Seconda notte bloccati a bordo della Msc Euribia nel porto di Dubai dopo lo stop al trasferimento a Doha, aeroporto di partenza per il ritorno in Italia. Sulla nave anche molti italiani. Nessuna nuova comunicazione ai turisti che, per ragioni di sicurezza, non possono allontanarsi dal terminal. Proprio stamattina alcuni croceristi hanno sentito il boato di una esplosione in lontananza. Lo “scudo” peró su Dubai sembra stia funzionando. Ma, con il trascorrere delle ore, aumentano tra i turisti preoccupazioni e tensioni. E soprattutto il desiderio di tornare presto a casa.

Secondo programma il gruppo di italiani sarebbe dovuto arrivare oggi in Italia. Ma il piano è saltato quando, dopo l’inizio del conflitto e la chiusura dello spazio aereo, la Msc Euribia è rimasta in porto a Dubai anziché partire per Doha.

Alcuni passeggeri starebbero valutando anche la possibilità di prenotare dei mezzi a proprie spese per raggiungere via terra l’Oman e da lì prendere un volo per l’Europa. Ma molti preferiscono aspettare l’organizzazione della task force da parte della Farnesina. Anche perché la nave, al momento, sembra un rifugio sicuro.

Intanto, l’associazione Codici si è attivata per assistere i crocieristi sul piano legale in questo momento estremamente delicato. “Alcune compagnie hanno sospeso le crociere vista la situazione ad alto rischio in questo quadrante – dichiara Ivano Giacomelli, segretario nazionale di Codici –, ma così non ha fatto MSC. In una comunicazione ai passeggeri del 28 febbraio, il Comandante ha annunciato la modifica dell’itinerario, con la permanenza a Dubai in virtù della momentanea chiusura del porto di Doha. Ci sono le scuse per quello che viene definito un inconveniente, ma a nostro avviso è stata una scelta imprudente. Non c’erano le condizioni per salpare. Ci siamo attivati per fornire assistenza ai viaggiatori affinché possano rientrare in Italia in piena sicurezza e con le dovute garanzie economiche. Nello specifico, chiediamo che le spese di rimpatrio siano sostenute da MSC”.

“In base alla normativa sul pacchetto turistico, il Codice del Turismo, e ai principi generali in materia di trasporto, il tour operator/organizzatore è tenuto in questi casi a garantire vitto e alloggio senza costi aggiuntivi fino al rimpatrio – afferma Stefano Gallotta, avvocato di Codici esperto del settore crociere –. Inoltre, è tenuto a organizzare la riprotezione sui primi voli disponibili, anche con vettori diversi da quelli originariamente previsti, e a coprire trasferimenti, pasti e spese necessarie durante l’attesa. Deve fornire assistenza materiale e informazioni tempestive e trasparenti, sostenere eventuali costi extra derivanti dal prolungamento forzato del soggiorno. È bene ricordare che chi ha subito le cancellazioni forzate delle crociere ha diritto al rimborso integrale senza penali entro 14 giorni dalla cancellazione termine fissato senza equivoci dal Codice del Turismo. Questo breve riepilogo per ricordare i diritti dei viaggiatori e i doveri di tour operator/organizzatori, anche in questa difficilissima ed estremamente delicata situazione”.

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