venerdì, 18 Settembre 2020

Ok anche da Germania e Slovenia, pressing di Di Maio per far ripartire il turismo

Continua la missione del ministro degli esteri Luigi Di Maio per convincere i partner che l’Italia è sicura. Dopo la visita a Berlino durante la quale ha incassato l’annuncio che la Germania riaprirà da metà mese, aggiungendosi a Francia e Svizzera, sono giunte rassicurazioni sul fatto che pure la Slovenia vuole riaprire dal 15 giugno, pur monitorando attentamente l’andamento della curva epidemiologica.

L’Italia, ha ricordato Di Maio nel corso della visita a Lubiana con il ministro Anze Logar, dal 3 giugno ha riaperto a tutti in Europa e allo stesso tempo si è impegnata a “fornire tutte le informazioni regione per regione, che dimostrano come i numeri finora siano molti positivi”. “Noi parliamo con i numeri, non ci affidiamo alle percezioni”, ha sottolineato, a rimarcare che l’Italia è un posto sicuro per le vacanze. “Per questo – ha aggiunto – guardiamo al 15 giugno come data a livello europeo” per la riapertura condivisa.

Della battaglia per evitare “blocchi e discriminazioni” si è fatto carico anche il premier Giuseppe Conte, che insieme con il collega spagnolo Pedro Sanchez ha scritto una lettera alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen per chiedere la definizione di criteri uniformi e condivisi nella circolazione in Europa.

Tuttavia, non mancano le resistenze. La commissaria all’interno Ylva Johansson stima che “si tornerà al pieno funzionamento dell’area Schengen non più tardi di fine giugno” perché molti paesi toglieranno le restrizioni ai movimenti già dal 15. Anche se – ha aggiunto – alcuni “dicono di non essere pronti a farlo”. Ad esempio Cipro, ma anche Gran Bretagna, Irlanda e Norvegia, chiedono la quarantena per chi arriva.

A Roma si guarda con attenzione soprattutto ad Austria e Grecia. Con Vienna, che non sembra intenzionata a rimuovere a breve le restrizioni per chi arriva dal Brennero, il “confronto è quotidiano”, anche a livello scientifico, ha spiegato Di Maio. Che spera di convincere la controparte a togliere i vincoli il 15, sulla base di dati sempre più rassicuranti.

Ad Atene il titolare della Farnesina andrà di persona, già domani, martedì 9 giugno. Sul tavolo le restrizioni per chi volerà in Grecia da Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna: una quarantena di almeno 7 giorni che di fatto comprometterebbe l’intera vacanza.

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