Per turismo o per riabbracciare cari, gli italiani tornano a viaggiare

L’Italia delle regioni senza frontiere, al suo primo giorno dall’inizio del lockdown, accelera verso la normalità e torna a muoversi. Così, gli snodi principali del Paese si affollano come in un week-end estivo da bollino rosso, tra code ai caselli e ai porti mentre ovunque – compresi gli scali aeroportuali – passeggeri e automobilisti porgono la fronte ai laser dei termoscanner per il controllo della temperatura.

Dunque, tornano ad animarsi le stazioni ferroviarie, da quella di Milano Centrale a Termini, dove il ministro dei Trasporti ha annunciato l’installazione di termoscanner automatici, con una velocità di misurazione più rapida. A Firenze alcuni treni hanno registrato qualche ritardo mentre a Campobasso, dal primo superveloce proveniente da Roma, scendono diverse persone, molti giovani. Stesse scene a Napoli e a Bari, dove in tanti autosegnalano il proprio arrivo: anche qui tutto sembra essersi svolto in maniera ordinata e con un flusso abbastanza regolare.

Qualche disagio in più per chi, anche se per poco, ha dovuto attraversare il mare: lunghissime file di auto sono rimaste ferme per molto tempo a Messina davanti al porto, per imbarcarsi verso il continente. Code davanti agli imbarcaderi già dalle prime corse dell’alba con un ‘traffico’ di passeggeri sullo Stretto in arrivo dalla Calabria e diretti in Sicilia, senza più l’obbligo dell’autocertificazione o della quarantena per chi raggiunge l’Isola. Qualcuno ha anche scaricato la app ‘Sicilia Sicura’, facoltativa, inserendo i dati sul proprio stato di salute, sugli spostamenti ed eventuali casi di Covid-19 in famiglia.

In Sardegna, invece, il flusso maggiore è verso l’esterno. Se negli aeroporti di Alghero e Cagliari arrivano i residenti che lavorano e studiano altrove, a Olbia si inizia a vedere qualche sparuto gruppo di turisti diretti verso la propria seconda casa. Nonostante qualche difficoltà per scaricare un modulo adeguato attraverso il sistema di autocertificazione stabilito dalla Regione all’ultimo momento, tutto funziona al meglio. Percorsi separati per chi arriva, per chi parte e per chi accompagna i partenti, disinfettante e termoscanner e adesivi per aiutare a rispettare le distanze in fila al check-in.

Anche l’aeroporto di Fiumicino si fa trovare pronto, con molti operatori dotati di ‘smart helmet’, termoscanner indossati come un casco per misurare a distanza la temperatura corporea. Una serie di misure in campo già da tempo sono ora state intensificate: dall’obbligo di mascherine nei terminal e il distanziamento ai totem digitali con le raccomandazioni anti-Covid. E ai tabelloni degli aeroporti di Venezia e Verona si torna a sperare nell’arrivo dei vacanzieri. Sono invece tornate le code per traffico intenso sulle tangenziali a Milano, in particolare sull’allaccio con l’autostrada del Sole, ma lunghe file di traffico si sono create fin dall’alba anche per i mezzi pesanti in Veneto.

Qualche disagio c’è stato anche alla frontiera. Nel primo giorno di apertura delle frontiere verso l’Italia, ci sono state code chilometriche a Ventimiglia per i cittadini italiani diretti in Francia, a causa dei meticolosi controlli sull’autocertificazione. L’Italia torna dunque a viaggiare, ma soprattutto al suo interno: l’Austria non riaprirà per il momento il confine con il Paese e la Germania, forse, lo farà dal 15 giugno. Si riparte, ma a cominciare dalle rotte nostrane.

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