mercoledì, 12 Maggio 2021

Professionalità e unità chiavi di volta per far ripartire l’incoming italiano

I turisti torneranno a visitare l’Italia ma ancora quest’estate quello che ci aspetterà sarà un turismo limitato, come quello degli anni ’60, che si sposterà nell’arco di 300/400 km. E il comparto Adv e TO ne soffrirà ancora visto che nel nostro Paese abbiamo la fortuna che ogni regione può vantare destinazioni turistiche nell’arco di un centinaio di km. E a causa di questo tipo di turismo domestico, fatto di rapporti amicali, seconde case, i clienti non si recheranno in agenzia. A tracciare un’analisi della situazione è stato Giancarlo Reverenna, presidente Fiavet Veneto e presidente Comitato Incoming di Fiavet nazionale, nel corso della rubrica “Vieni a prendere un caffè da noi”, il nuovo format che Travelnostop.com ha deciso di lanciare per accompagnare trade e consumer nella lenta ripresa turistica. A introdurre i lavori, coordinati dal direttore di Travelnostop.com Toti Piscopo, è stato Giuseppe Ciminnisi, vicepresidente Fiavet nazionale con delega all’abusivismo.

“C’è però una notiza positiva – ha aggiunto Reverenna – con il Comitato Incoming di cui sono presidente ho la fortuna di lavorare con una squadra che darà avvio a iniziative concrete per l’incoming che assumerà così nel prossimo futuro il corretto rilievo e attenzione che in passato ha avuto solo in maniera marginale. Quello che prima era considerato un giocattolo, diventerà lo strumento con cui ci relazioneremo con le istituzioni per realizzare politiche attive. L’adv è l’anello che aggrega l’intera filiera turistica e quindi genera valore aggiunto. E finalmente sta cambiano la visione anche di alcuni colleghi. Dal canto loro, le istituzioni oltre a creare task force devono rendere partecipi anche noi. Se riusciamo a capire che nessuno si salva da solo, se riusciamo a fare squadra, riusciremo ad avere un grande impatto sia in termini commerciali che per il riconoscimento della nostra dignità professionale”.

“Governo e politica – ha sottolineato Stefano Corbari, presidente Fiavet Lazio – si sono accorti che esiste il turismo, che ha una filiera complessa che occupa molte persone e che genera fatturati importanti quando questi fatturati sono scomparsi e quindi sono venute alla luce situazioni critiche che adesso piano piano si stanno notando. Come l’abusivismo, che crea fatturati sommersi che non fanno bene nè al nostro settore nè allo Stato. Oltre noi come imprenditori, noi come associazione dobbiamo cogliere questo momento come positivo per dare nuovi servizi ai nostri associati. La prima fase è stata quella in cui fare pressione per ottenere risorse (e questa fase non si è ancora conclusa); poi c’è la seconda fase, quella della ripartenza. Ma la ripartenza non sarà dai blocchi, sarà lunghissima. Per questo, in questa fase intermedia, dobbiamo lavorare sull’informazione offrendo aiuti per i bandi per i finanziamenti di Stato, Ue e Regioni; e cogliere il momento per fare crescere le professionalità delle nostre aziende. Lavorando ora su bandi e formazione potremo dare spinta per i prossimi anni senza perdere le professionalità che ci portano a generare fatturato e guadagno per il nostro paese, traghettando così i nostri soci verso un futuro migliore di quello pre pandemia.

“Se riusciremo a registrare il segno più – ha aggiunto Maria Carolina Castellucci, managing director di Sicilian Tourist Service – sarà solo durante il picco estivo e comunque non basterà a colmare i danni provocati dalla pandemia alle adv e all’indotto. Per noi che lavoriamo con i flussi dall’estero la stagione è già persa: non basta infatti decidere di aprire i corridoi per far tornare i turisti ma bisogna anche dare tempo ai TO per fare programmazione, e per far questo ci vogliono almeno 6 mesi o un anno. Per questo credo che abbiamo l’opportunità unica di vivere il momento del fermo del turismo per rimodulare e preparare l’offerta perché tutta la filiera ne abbia godimento. Noi, come Fiavet dobbiamo difendere il ruolo dell’adv e l’abusivismo, che certo non provoca danni pari a quelli generati dalla pandemia, ma è comunque un cancro che ci portiamo dietro da anni. Inoltre, la prospettiva che a fine anno finisca la cassa integrazione, significherebbe un disastro. Significherebbe perdere competenza e professionalità. Significherebbe non potere dare al cliente che verrà in adv dal 2022 la professionalità di chi lavora nel turismo e fa incoming, e che invece deve essere difesa strenuamente. I TO incoming e le adv non solo devono tentare l’unità e unire la filiera ma devono ottenere dal governo l’aiuto necessario. Noi non vogliamo l’elemosina ma uno Stato che sia nostro alleato, che rappresenti le nostre reali necessità. E vogliamo anche che il nuovo ministero faccia promozione utilizzando un brand Italia univoco, per evitare di generare confusione nell’immaginario dei clienti stranieri o di mettere una regione contro l’altra perché quello o l’altro assessore al turismo ha avuto l’idea migliore”.

 

Sotto il video della diretta di venerdì pomeriggio

 

 

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