TO temono disdette dopo attentato Tunisi. Astoi, fatto isolato in paese ormai stabile

Ansia e preoccupazione tra gli operatori turistici dopo l’attentato terroristico di Tunisi, anche se tutti ripetono come un mantra che ormai i parametri per definire la sicurezza di un luogo sono veramente labili e che si spera che si tratti solo di un episodio isolato in un Paese che stava dimostrando con i fatti stabilità.   

Il grido di dolore più forte arriva dall’Ente del turismo della Tunisia che proprio in questi mesi si stava impegnando in tante campagne di promozione e che condanna con vigore l’attacco

Secondo Fortunato Giovannoni, presidente della Fiavet, “l’obiettivo doveva essere il Parlamento e non i turisti. Purtroppo il museo si trova nello stesso stabile e i terroristi sono incappati in quella povera gente che voleva trascorrere una settimana in tranquillità”. “La situazione – aggiunge – ci preoccupa molto perché la Tunisia era considerata una delle mete più tranquille del mondo arabo. Se non si è più sicuri nemmeno nel mondo delle crociere, dove i turisti scendono per sole 4-5 ore… Per l’agente di viaggi, ormai, la sicurezza dei luoghi sta diventando la condizione di scelta delle mete. Ora la speranza è che il turismo ne risenta il meno possibile, ma mi sembra impossibile”.   

“Purtroppo dobbiamo convivere con questi eventi e questa è l’ennesima riprova che non c’è una formula o un perimetro attraverso cui definire la sicurezza o l’insicurezza di un luogo. Un attentato in Tunisia, un luogo che non presentava segnali di instabilità o pericolo e su cui la stessa Farnesina riportava notizie confortanti, ci fa rimanere con la stessa sensazione provata davanti all’attacco di Parigi” spiega Luca Battifora, presidente di Astoi Confindustria Viaggi. “Nelle prossime ore – continua Battifora – ci aspettiamo delle disdette. Di solito si attenua nelle 24-48 ore dall’evento, quando appare evidente come un episodio così isolato non possa essere un fattore di rischio. Comunque attendiamo indicazioni dalla Farnesina”.   

“Ci sono zone del mondo che erano per elezione mete turistiche per la bellezza dei luoghi e la vicinanza all’Italia che stanno diventando sempre più impraticabili. Anche il geoturismo cambia, perché deve trovare delle contromisure, deve trovare delle mete dove il turista possa fare il turista e non la vittima” dice il direttore nazionale di Federviaggio Francesco Sottosanti. “Dal Libano alla Tunisia, ormai, non c’è nazione che sia scevra da notizie allarmanti e preoccupanti”.

Cordoglio per le vittime è arrivato dal ministro per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini. “Ancora una volta è stato colpito un luogo di cultura che rappresenta l’unico tangibile strumento di pace e di dialogo. Il Bardo simboleggia, infatti, il punto di incontro fra civiltà millenarie che hanno saputo tramandare fino ad oggi i grandi tesori del passato”.

 

 

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