Fto-Astoi, no a ritenute d’acconto su provvigioni adv
11 Febbraio 2026, 11:10
La norma che introduce la ritenuta d’acconto sulle commissioni-provvigioni riconosciute alle agenzie di viaggio preoccupa Fto Confcommercio e Astoi Confindustria Viaggi.
La misura è prevista con decorrenza dal primo marzo 2026 e, proprio per evitare un cambio di rotta così repentino e penalizzante per le imprese del turismo organizzato, nel Decreto Milleproroghe è stata presentata una proposta di modifica che ne rinvia l’entrata in vigore al 1° gennaio 2028.
Il punto non è se pagare le imposte, ma come: mentre si ribadisce che il turismo è una priorità e che le Pmi sono centrali, promettendo al contempo meno burocrazia, si introduce un meccanismo che va nella direzione opposta: più adempimenti, più complessità, più oneri gestionali e meno liquidità immediata per migliaia di imprese del turismo organizzato.
Fto Confcommercio e Astoi Confindustria Viaggi chiedono che la proroga richiesta venga sostenuta e adottata, se non fino al 2028 almeno fino al 2027, dichiarandosi al contempo disponibili ad un confronto tecnico volto ad individuare una soluzione davvero coerente con l’obiettivo di semplificare e di non appesantire inutilmente le imprese.
“Se vogliamo davvero ridurre la burocrazia – sostiene Franco Gattinoni, presidente Fto Confcommercio, – non possiamo caricare agenzie e operatori di nuovi passaggi amministrativi che sottraggono tempo e risorse. Una proroga al 2028 è una scelta di buon senso per evitare un danno immediato e lavorare a una soluzione stabile”.
Per Pier Ezhaya, presidente Astoi Confindustria Viaggi, “questa nuova norma rischia di produrre effetti collaterali seri, tra cui anche distorsioni di mercato, oltreché pesanti oneri gestionali. Quando si introducono meccanismi farraginosi ed inutili, qualcuno cercherà scorciatoie organizzative o commerciali per bypassarli, spingendo i flussi su canali alternativi e meno trasparenti. Non è un bene per la filiera, non è un bene per la concorrenza, non è un bene per i consumatori. Serve una correzione e la proroga al 2028 va nella giusta direzione”.