Ue: niente risarcimenti se volo cancellato per carenza carburante

EPA/OLIVIER MATTHYS


Il solo aumento dei prezzi non basta a giustificare il mancato risarcimento da parte delle compagnie aeree per la cancellazione dei voli. Per Bruxelles è “la carenza di carburante” la sola “circostanze straordinaria” che può esonerare le compagnie dall’obbligo di compensazione per una tratta annullata. E, per l’Ue, ancora non siamo a quel punto anche se resta alta l’attenzione sulle conseguenze potenzialmente “catastrofiche” di un blocco prolungato dello stretto di Hormuz.

Con un pacchetto di linee guida in arrivo a maggio, Bruxelles chiarirà i diritti dei passeggeri in caso di eventuali carenze di carburante dovute alla crisi in Iran. Ma, il tema è stato centrale già nella videocall dei ministri dei Trasporti dei 27. Il commissario Apostolos Tzitzikostas ha lanciato un avvertimento alle compagnie che con l’aumento dei prezzi del jet fuel hanno iniziato a cancellare i voli economicamente meno vantaggiosi. In questo caso, oltre al rimborso prevedibile anche in caso di carenza di carburante, i passeggeri hanno diritto anche a una “compensazione”.

“Se le compagnie hanno cancellato dei voli non è stato per la mancanza di jet fuel, ma per l’impennata dei prezzi del carburante. La cancellazione di alcuni voli non ha niente da vedere con l’evocazione della carenza di carburante. E al momento non abbiamo evidenza di massicce cancellazioni di voli nelle prossime settimane” ha aggiunto Tzitzikóstas al termine della videocall tra i ministri dei Trasporti Ue.

“Voglio chiarire un messaggio, non c’è luogo più sicuro e stabile dell’Europa da visitare quest’estate”, ha quindi rimarcato Tzitzikostas. “L’Europa è pronta a dare il benvenuto a tutti i turisti che verranno quest’estate. Abbiamo dei diritti per i passeggeri codificati, in caso di cancellazioni di voli i passeggeri hanno diritto di chiedere informazioni, di chiedere un rimborso e anche un risarcimento. I turisti che verranno in Europa hanno delle garanzie. Le compagnie aree sono obbligate ad assistere i passeggeri”, ha sottolineato.

Immediata è arrivata la reazione dell’Unione nazionale dei consumatori: “bene l’Ue, anche se la normativa è già chiara. I viaggiatori avranno diritto sia al rimborso che alla compensazione pecuniaria se non saranno avvisati in tempo utile”.

“Si tratta di un importante passo in favore degli utenti circa i diritti dei viaggiatori in questa delicata situazione geopolitica che colpisce il trasporto aereo – sottolinea il Codacons – L’indennizzo riconosciuto in caso di cancellazione del volo, tuttavia, non garantisce quei cittadini che hanno organizzato in modo autonomo viaggi e vacanze, prenotando e pagando oltre a voli aerei anche strutture ricettive e servizi turistici. Spese per le quali non è previsto il rimborso automatico nel caso in cui non si raggiunga la destinazione, a meno che non sia stato pagato un apposito supplemento per la cancellazione anticipata dei servizi acquistati”.

“La presa di posizione dell’Ue assume in questo momento una enorme importanza per milioni di passeggeri in quanto precisa in modo inequivocabile come la cancellazione di un volo da parte di una compagnia aerea per cause riconducibili agli elevati prezzi del jet-fuel non rientri in quelle circostanze eccezionali che annullano il diritto dei viaggiatori agli indennizzi riconosciuti dal Regolamento Ce 261/2004 – spiega il ceo di RimborsoAlVolo, Giuseppe Conversano – Questo significa che tutti i passeggeri rimasti a terra a causa delle recenti decisioni di alcune compagnie aeree di tagliare alcune tratte o ridurre il numero di voli come conseguenza del caro-carburante, oltre al diritto all’assistenza, alla riprotezione su altro volo o al rimborso del biglietto, potranno chiedere e ottenere anche il risarcimento fino a 600 euro previsto dalla normativa comunitaria”.

In merito al jet fuel, la Commissione avvierà un Osservatorio europeo sui carburanti, con l’obiettivo di monitorare il livello di approvvigionamento, e punterà sulla ricerca di forniture alternative, tra cui il carburante Jet A prodotto negli Stati Uniti. Al momento l’Ue importa circa il 40% del proprio fabbisogno di carburante per aerei, di cui la metà transita attraverso lo stretto di Hormuz. Dispone però di una capacità di raffinazione pari al 70% del consumo interno. “Non siamo in pericolo, ma la carenza di jet fuel è possibile”, ha avvertito la presidenza di turno cipriota.

Resta sempre aggiornato sul mondo del turismo!
Registrati gratuitamente e scegli le newsletter che preferisci: ultime news, segnalazioni degli utenti, notizie locali e trend di turismo. Personalizza la tua informazione, direttamente via email.
Iscriviti ora
seguici sui social