lunedì, 21 Settembre 2020

Una valigia-bomba ha fatto precipitare l’aereo russo nel Sinai?

Sul disastro aereo nei cieli del Sinai si allunga sempre di più l’ombra del terrorismo. A far esplodere l’aereo russo sarebbe stata una bomba piazzata dentro una valigia o un bagaglio a mano, secondo una fonte dei servizi d’intelligence statunitensi citata da Cnn, che ne attribuisce la responsabilità all’Isis o a qualche gruppo affiliato ad esso, ma precisa che su questa ipotesi non c’è ancora una conclusione formale della comunità dell’intelligence.   

E la Gran Bretagna, seguita poco dopo anche dall’Irlanda, ha deciso di sospendere tutti i suoi voli sulla penisola egiziana, condividendo il timore che sia stato “un ordigno” a causare la sciagura. Lo stop riguarda i voli in arrivo e in partenza da Sharm el-Sheik, da cui era decollato l’Airbus russo precipitato sabato con 224 persone a bordo. E arriva proprio mentre l’Isis torna a rivendicare la catastrofe con un messaggio audio online e un nuovo video di propaganda in cui avverte Putin che questo è solo l’inizio della vendetta per i raid russi in Siria.   

Intanto una “fonte della commissione investigativa” citata dal portale egiziano Al-Masry Al-Youm sostiene che a causare la distruzione dell’aereo sia stata l’esplosione di un motore. Anche se non è chiaro se questa esplosione sia da imputare a una bomba o a un guasto. Altri periti riferiscono che sui corpi dei passeggeri che erano seduti vicino alla coda sarebbero stati riscontrati “traumi esplosivi con ustioni multiple”.   

I dubbi però permangono visto che finora, secondo l’agenzia Ria Novosti, non sono state trovate tracce di esplosivo sui frammenti dell’aereo. E le ricerche continuano.

Intanto, la Casa Bianca ha precisato che un avviso della Federal Aviation Administration (Faa) all’aviazione civile su “rischi potenziali” di estremismo nel Sinai era già in atto mesi prima della sciagura mentre in Russia sono già state raccolte oltre 160mila firme per realizzare all’aeroporto Pulkovo un monumento alle 224 vittime del più grave disastro aereo della storia moderna russa: l’idea è quella di una statua della piccola Darina, una bambina di 10 mesi che ha perso la vita sul disgraziato volo 92-68, che tiene in mano un aeroplanino.

 

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