La Solo Economy riscrive i consumi anche nei viaggi
16 Luglio 2026, 10:21
Il mercato dei consumi in Italia sta affrontando una profonda trasformazione guidata da un cambiamento demografico strutturale: oggi il 37,1% delle famiglie italiane è composto da una sola persona (pari a circa 8,8 milioni di single), una quota cresciuta di oltre il 25% rispetto al 2009. Questa transizione verso la cosiddetta ‘Solo Economy’ deve fare i conti con un importante divario di spesa, dato che vivere da soli comporta costi fino al 40% superiori rispetto alla vita in coppia.
Secondo l’Osservatorio sul Benessere Finanziario realizzato da SumUp a luglio 2026, il 78% degli italiani si dice preoccupato per il carovita, spingendo il 74% dei single a monitorare costantemente le uscite mensili e quasi 6 su 10 a tracciare le spese nel dettaglio.
“La crescita delle famiglie monopersonali sta influenzando l’economia e i consumi con l’aumento della richiesta di prodotti, servizi ed esperienze pensati per una persona sola, ma senza rinunciare alla condivisione e alle relazioni – afferma Umberto Zola, direttore Performance Marketing di SumUp – Dal benessere personale ai viaggi, fino alla ristorazione: in sempre più settori i merchant e gli operatori oggi sono chiamati a comprendere la Solo Economy, intercettando nuovi bisogni e sviluppando offerte più flessibili, personalizzate e vicine alle abitudini di spesa dei consumatori”.
La ricerca mappa i 5 principali trend della Solo Economy che stanno ridefinendo i comportamenti d’acquisto e che aprono interessanti spazi di manovra per il comparto turistico e ricettivo:
Il fenomeno del ‘Solomaxxing’: Nato sulle piattaforme social come TikTok, rappresenta la scelta consapevole di investire sul proprio miglioramento personale. Tempo e risorse finanziarie vengono deliberatamente allocati in attività ed esperienze individuali di qualità, pianificate con attenzione al budget.
Solo Dining e turismo individuale: Cenare o viaggiare da soli non è più vissuto come un tabù o un disagio, ma come un momento di “self-care”. Cresce la domanda di esperienze di viaggio individuali ma strutturate, in grado di offrire flessibilità e accessibilità tariffaria senza penalizzare chi viaggia non in coppia.
‘Solo, but in community’ e vacanze sportive: Pratiche come i running club o le running holidays dimostrano come i viaggiatori single cerchino formule di aggregazione “leggera”. Si viaggia da soli ma ci si unisce a micro-community temporanee basate su passioni comuni, come l’attività fisica, il trekking o l’esplorazione del territorio.
La spinta del ‘Solo Wellness‘: Gli investimenti sulla cura di sé e sul benessere psicofisico sono in forte crescita. I viaggiatori cercano sempre più contesti dedicati a yoga, pilates, meditazione e trattamenti termali per allentare lo stress quotidiano e riconnettersi con se stessi.
La risposta del ‘Co-living’ al caro-affitti: A fronte di spese fisse sempre più pesanti, la convivenza non è più un’esclusiva degli studenti. Formula ibrida per eccellenza, il co-living (che affianca camere private a spazi e servizi comuni) si sta consolidando come un modello abitativo strutturato e flessibile per giovani professionisti e single in cerca di ottimizzazione dei costi.