8 italiani su 10 scelgono i borghi per evitare l’overtourism

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Il turismo rurale, lento e legato ai piccoli borghi non rappresenta più una scelta di nicchia, bensì un modello consolidato e consapevole: il 67% degli italiani ha trascorso nell’ultimo anno almeno una vacanza in una destinazione rurale o lontana dai grandi flussi, e l’80% dichiara che prenderà sicuramente o probabilmente in considerazione queste mete per i prossimi viaggi. Emerge dalla seconda edizione dell’Osservatorio sul Turismo dei Territori di Feries, la società proprietaria dei portali Agriturismo.it e CaseVacanza.it.

Le motivazioni principali della scelta vedono al primo posto la ricerca di autenticità e cultura locale (59%), seguita dal desiderio di evitare il turismo di massa e l’overtourism (47%), dall’immersione nella natura (46%) e dalla ricerca di relax e benessere mentale (43%). L’indagine evidenzia inoltre una forte propensione all’esplorazione: il 44% dei viaggiatori dichiara di voler scoprire destinazioni rurali emergenti e poco battute, guidando la geografia dei desideri verso regioni come Abruzzo (26%), Umbria (26%), Toscana (25%), Trentino-Alto Adige (21%), Marche (18%) e Sicilia (17%).

La consapevolezza dei turisti si riflette direttamente sull’impatto economico locale: il 91% riconosce il valore positivo generato da questo modello sui territori ed il 76% acquista con continuità prodotti e servizi da produttori ed attività del posto. Sul fronte della ricettività, le formule preferite si confermano l’agriturismo (39%) e le case vacanza/appartamenti (33%), seguiti da B&B e alberghi diffusi (18%), a fronte di un hotel tradizionale fermo al 5%. I soggiorni si concentrano prevalentemente su short break e weekend lunghi di 3-4 notti (37%), con una spiccata destagionalizzazione che vede primavera (55%), estate (45%) ed autunno (43%) quasi al pari nelle preferenze.

“I risultati dell’Osservatorio dimostrano che il turismo dei territori è ormai una scelta concreta e consapevole. Le persone cercano luoghi autentici, accoglienza, natura e cultura, desiderando contribuire positivamente all’economia delle comunità che le ospitano. Borghi, aree rurali e piccoli comuni costituiscono un asse strategico dell’offerta turistica italiana per distribuire i flussi e generare valore diffuso”, commenta Fabrizio Begossi, AD di Feries.

I temi emersi dalla ricerca saranno al centro della terza edizione degli Stati Generali del Turismo dei Territori, il forum annuale promosso da Feries in programma il prossimo autunno in Basilicata. L’evento vedrà la proclamazione della Capitale Rurale Italiana 2026, raccogliendo il testimone da Rotonda (PZ), comune eletto Capitale Rurale 2025.

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