martedì, 24 Novembre 2020

A Natale 48 mln non viaggeranno, boom di italiani all’estero

Previsioni pessimistiche da Federalberghi sull’andamento delle ormai imminenti vacanze di fine anno. “La flessione di italiani in vacanza che verrà registrata durante le feste di Natale e Capodanno è paragonabile ad un fuoco che cova sotto la cenere” sottolinea il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, alla lettura dei risultati di un’indagine previsionale sulle vacanze di Natale e Capodanno degli italiani, realizzata con il supporto tecnico dell’istituto ACS Marketing Solutions.

“Complessivamente 11,8 milioni di italiani effettueranno una vacanza tra Natale e Capodanno, -prosegue Bocca – pari ad una flessione dell’1,6% che si somma al calo del 3% registrato l’anno scorso. Ciò vuol dire che 48 milioni di italiani non si sposteranno affatto di casa durante le festività e di essi addirittura 30 milioni non lo faranno per motivi economici. Occorrono dunque misure urgenti – sottolinea Bocca – per ridare liquidità alle famiglie o si rischia un ulteriore crollo dei consumi turistici. Mentre la domanda interna langue – conclude Bocca – ci vediamo negare anche gli strumenti necessari per intercettare la clientela internazionale. I costi di gestione, il peso della burocrazia e la pressione fiscale salgono. A pochi mesi dall’Expo, le delegazioni estere dell’Enit sono state decapitate, la riforma dell’istituto langue, i provvedimenti attuativi del decreto turismo non sono stati ancora emanati e la legge di stabilità ha di fatto ignorato il settore. È ora di capire se questo Paese vuole investire seriamente sul turismo o se invece è un tema buono solo per le chiacchiere da salotto”.

Secondo l’indagine, a Natale l’88% resterà in Italia (rispetto al 91% del 2013) ed il 12% andrà all’estero (rispetto al 9% del 2013) mentre a Capodanno il 69% resterà in Italia (rispetto al 76% del 2013) ed il 31% andrà all’estero (rispetto al 24% del 2013).

Il giro d’affari si aggirerà intorno ai 7,8 miliardi di euro (+12% rispetto al 2013), completamente frutto dell’impennata di italiani che si recheranno all’estero, sulla scia sia della riapertura del mercato del Mar Rosso sia attratti dalle grandi capitali europee. 

 

 

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