Ancora un’estate difficile per la montagna: stranieri salvano l’Alto Adige

Sarà un’altra estate difficile per il turismo in montagna. Il comparto soffre soprattutto un calo delle presenze italiane (in flessione tra i 7 e i 10 punti percentuali) a causa della crisi. E chi sceglie la montagna tende a risparmiare, riducendo il budget e la durata del soggiorno.

Secondo l’Osservatorio turistico della montagna in uno studio elaborato da Trademark Italia, a soffrire saranno in particolare le località che non registrano significative quote di domanda straniera con un calo del movimento turistico tra il 3% e l’8%. Da segnalare anche che, dal 2005 in poi, le località dell’Alto Adige salgono ai vertici delle richieste dei turisti stranieri.   

Gli operatori turistici intervistati definiscono la stagione 2014 ‘piuttosto critica’ e sono più o meno tutti sulla stessa lunghezza d’onda, dalla Valle d’Aosta al Friuli, dal Piemonte al Veneto passando per il Trentino. Solo in Lombardia (66,7%) e in Alto Adige (46,7%) prevalgono le previsioni di stabilità.

Le elaborazioni di Trademark Italia indicano una flessione complessiva del 6% che in alcune aree potrà superare il 10%. In particolare si prevede diminuzione tra il 5 e il 10% in Friuli Venezia Giulia, leggero calo tra 1 e il 5% in Valle d’Aosta, Trentino e Veneto, stabilità in Piemonte, Lombardia e Alto Adige.   

Almeno 2 turisti su 3 puntano su un acquisto conveniente e sono alla ricerca del miglior rapporto prezzo-qualità, non di ‘emozioni’. La rete poi ha accentuato la concorrenza tra gli operatori, che sempre più frequentemente competono sul fronte dei prezzi ma – secondo lo studio – spesso lo fanno tagliando comfort, servizi, garanzie e qualità.
Secondo l’Osservatorio turistico della montagna gli arrivi complessivi (alberghiero ed extralberghiero) si attesteranno sui 3,7 milioni con 2,8 milioni di italiani e 900 mila stranieri. Le presenze complessive saranno di 17,5 milioni (alberghiero ed extralberghiero) di cui 13 milioni di italiani e 4,5 milioni di stranieri. Il fatturato diretto sarà di 1,70 miliardi di euro e il giro d’affari complessivo si aggirerà sui 2 miliardi.

 

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