Ponti di primavera, cambio di programma per gli italiani a causa del conflitto
21 Aprile 2026, 11:10
Il conflitto in Iran e il clima di incertezza internazionale stanno incidendo anche sui programmi di viaggio degli italiani in vista delle festività del 25 aprile e dell’1 maggio. Secondo un’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research, 8,1 milioni di italiani hanno deciso di rinunciare alla partenza, mentre 5,4 milioni, pur viaggiando, hanno cambiato destinazione.
Tra coloro che hanno scelto di non partire, le ragioni principali sono di natura economica. Circa 5,5 milioni di persone hanno abbandonato l’idea della vacanza a causa dell’aumento dei costi di viaggio. A questi si aggiungono 600 mila italiani che hanno dichiarato di aver rinunciato per paura di spostarsi in un contesto di crisi internazionale e 1,3 milioni che temevano la cancellazione del proprio volo.
Nonostante le difficoltà, una parte consistente di viaggiatori ha deciso comunque di partire, optando però per mete diverse rispetto ai piani iniziali. Sono circa 5,4 milioni gli italiani che hanno modificato destinazione: il 16% lo ha fatto per il rincaro di voli e hotel scegliendo località più economiche, mentre 125 mila persone hanno dovuto ridurre il budget di viaggio a causa dell’aumento di altre spese, come carburante e bollette.
Alle motivazioni economiche si affiancano quelle legate all’incertezza geopolitica. Il 37% degli intervistati, pari a 1,7 milioni di persone, ha cambiato programma per il timore che il proprio volo potesse essere cancellato per problemi di carburante, mentre il 41%, circa 2 milioni di italiani, ha preferito modificare i piani per una più generale preoccupazione legata alla situazione internazionale.
Il cambio di destinazione ha riguardato sia i viaggi all’estero — in particolare verso Europa (26%), America Latina e Caraibi (9%), Medio Oriente (9%) e Asia (6%) — sia le vacanze all’interno del Paese, con molti viaggiatori che hanno optato per mete italiane più economiche.
Tra coloro che partiranno comunque per almeno una notte durante le festività primaverili, l’87% resterà in Italia, il 7,5% sceglierà una destinazione europea, mentre meno del 5% viaggerà fuori dal continente.
In questo contesto di incertezza, cresce anche l’attenzione verso le polizze viaggio, sempre più considerate uno strumento utile per tutelarsi da eventuali cancellazioni o imprevisti legati a scenari di crisi internazionale. Ecco l’analisi di Facile.it:
La guerra è esclusa, ma non sempre. Normalmente le polizze viaggio non coprono quando l’assicurato
decide di andare in uno dei Paesi sconsigliati dalla Farnesina e dal sito www.viaggiaresicuri.it; esistono però alcune compagnie che offrono una copertura anche qualora l’assicurato decidesse di
viaggiare contro il parere delle autorità, purché il motivo del viaggio sia ritenuto legalmente accettabile, ovvero abbia origine da motivazioni imprescindibili e dimostrabili (ad esempio, salute grave o lavoro indifferibile). In questo caso, però, il sottoscrittore sarà tutelato solo dai sinistri che non siano direttamente o indirettamente legati all’avviso di pericolo.
Se il volo è cancellato: in caso di cancellazione del volo da parte del vettore aereo, normalmente è
responsabilità della compagnia aerea stessa riproteggere i viaggiatori su un altro volo o, qualora non
possibile, rimborsare il costo del biglietto. Va detto, però, che esistono alcune assicurazioni di natura
parametrica (ovvero, offrono un rimborso specifico al verificarsi di un evento oggettivo) che
garantiscono il viaggiatore in caso di volo cancellato, ma attenzione perché possono essere soggette a
precise regole temporali. Ad esempio, alcune tutelano solo se il volo viene cancellato entro le 24 ore
dalla partenza.
Se si decide di non partire. Se la non partenza è una scelta personale dell’assicurato, allora nulla gli sarà
dovuto. La copertura annullamento è valida solo se la decisione di rinunciare al viaggio è legata a
specifiche motivazioni documentate come, ad esempio, problemi di natura medica (es. malattia,
infortunio) o lavorativa (licenziamento, ecc.).
Quando il Paese viene inserito tra le mete sconsigliate dopo aver prenotato. Se è stata stipulata la
copertura per annullamento, alcune compagnie prevedono il rimborso del valore del viaggio, fino al
massimale previsto, a patto che l’avviso di allerta sia stato emanato entro, di prassi, 21 giorni dalla data
di partenza. In questo caso non viene fatta una distinzione fra viaggi giudicati “essenziali” (comprovate
necessità lavorative, di salute o di assistenza familiare) e non, l’importante è che l’avviso di allerta venga
emesso entro le tempistiche definite dalla compagnia assicurativa.
Se la guerra scoppia durante il soggiorno. E se il conflitto dovesse scoppiare all’improvviso una volta
giunti a destinazione in uno dei Paesi per i quali non vi erano allarmi ufficiali? La polizza viaggio sarebbe
valida e, a seconda delle garanzie sottoscritte, coprirebbe regolarmente l’assicurato intervenendo, ad
esempio, per spese sanitarie e cure mediche, infortuni, rimpatrio e, più generalmente, offrendo
assistenza in viaggio, compatibilmente con le condizioni del luogo in cui si trova l’assicurato.
Quanto costano? Secondo le simulazioni di Facile.it, i costi per una polizza viaggio con copertura base
che include assistenza in viaggio, interruzione e spese mediche per una persona partono, per una settimana in Europa, da circa 12 euro; aggiungendo anche la garanzia perdita bagagli, infortuni e
annullamento, la tariffa sale a 27 euro. Se si viaggia invece fuori dall’Europa (e dagli Stati Uniti), i prezzi
per la copertura base partono da 19 euro, quelli per la completa da 46 euro.