L’autunno raffinato in Alto Adige si gusta a tavola


Quando la montagna si veste di colori caldi, profumi intensi e tradizioni che scaldano il cuore, è il tempo ideale per concedersi un weekend tra i silenzi dell’alta quota, passeggiare tra vigneti e castagneti, respirare l’aria frizzante del mattino e lasciarsi guidare dalla natura che cambia. E poi, lasciarsi tentare con piacere a sapori sorprendenti: quando fuori la natura si accende di mille sfumature, rifugi di charme e atmosfere eleganti diventano il palcoscenico ideale per una cucina che intreccia tradizione locale e visione contemporanea. Ne nascono piatti sorprendenti, in cui creatività e radici si fondono con naturalezza.

Per chi cerca un soggiorno che unisca relax, atmosfera e gusto, la scelta dell’hotel è fondamentale. Ecco quattro indirizzi in cui l’accoglienza è un’arte e ogni piatto un’esperienza indimenticabile.

L’Hotel Engel Gourmet & Spa di Nova Ponente, in Val d’Ega, propone un’esperienza gastronomica d’eccellenza con la Johannesstube, ristorante 1 stella Michelin. Soli sei tavoli, un’atmosfera calda e intima, scandita da colori morbidi e arredi raffinati. A guidare la cucina è lo chef Philip Lochmann che valorizza la cucina di montagna a chilometro zero con un approccio che definisce “Lightness to taste”: un crescendo di sapori leggeri ma intensi, dove verdure semplici come una carota diventano protagoniste di piatti sofisticati, e il territorio si riflette in ogni ingrediente: erbe aromatiche, frutti di bosco, pesce come il salmerino d’acqua dolce, e carni locali, esaltati da abbinamenti creativi e bilanciati. L’esperienza si completa con una cantina curata dal sommelier Johannes Kohler, figlio dei proprietari dell’hotel, che offre più di 300 etichette tra vini pregiati e interpretazioni innovative di vitigni locali come la Schiava. A fianco dei grandi classici si trovano anche fermentati, tè esotici e cocktail personalizzati, perfetti per gli ospiti più curiosi e attenti alle nuove tendenze.

Castel Ansitz Steinbock, nel cuore della Valle Isarco, questo hotel-castello è un rifugio per chi desidera un’esperienza di lusso autentica, calda e avvolgente: ognuna delle 12 suite è una dichiarazione d’amore per l’artigianato, la tradizione e la contemporaneità. Un viaggio sensoriale unico, guidato a tavola dalla mano sapiente di chef René Tschager, talento emergente della cucina altoatesina. I tre ristoranti dell’hotel raccontano storie di ingredienti locali e sapori internazionali, freschi e creativi, capaci di incantare il palato senza ostentazioni, ma con raffinata semplicità. Il giovane chef propone piatti come il salmone con mela Granny Smith e kimchi, gli spaghetti alla chitarra con zafferano e gambero rosso, o il pregiato tonno toro con cetrioli freschi e caviale, esaltando ogni singolo ingrediente con maestria e rispetto. A impreziosire ogni piatto, la cantina curata dal giovane sommelier Bastian Winkler. Con oltre 800 etichette selezionate, la cantina ha ricevuto il prestigioso Premio per la cultura del vino 2024.

A Burgusio si nasconde un’oasi dedicata al riposo e al piacere degli adulti: l’Hotel Weisses Kreuz. Con le sue 37 suite eleganti è il rifugio ideale per ritrovare sé stessi e lasciarsi avvolgere dalla magia del territorio. Dispone anche di una Spa d’eccellenza, l’AUREA MEA Spa, dotata di una piscina a sfioro riscaldata tutto l’anno e una vista senza pari, sull’abbazia di Monte Maria e sull’imponente massiccio dell’Ortles, la montagna più alta dell’Alto Adige. E poi c’è MaMesa, il ristorante gourmet dove lo chef Marc Bernhart traduce la filosofia GLOCAL – locale e globale – in piatti che sorprendono e conquistano. Pochi tavoli, un’atmosfera raccolta e intima, e un menu che è un viaggio di contrasti e armonie. Qui, ogni piatto è un invito a scoprire nuove direzioni: lardo dei maiali Duroc accostato a finferli e formaggio di malga, gnocchi morbidi e avvolgenti; la triglia abbinata a un gazpacho leggermente piccante e chorizo. L’attenzione alle materie prime è un vero e proprio impegno: il MaMesa lavora infatti a stretto contatto con i contadini locali per selezionare verdure, frutta e altre materie prime di stagione, ma accoglie con rispetto anche eccellenze da tutto il mondo: il luccio dell’Atlantico, le capesante norvegesi, il curry thailandese, il gambero rosso di Mazara del Vallo e le ostriche francesi. La carta dei vini conta 500 etichette e riflette l’intera varietà altoatesina ma ospita anche rossi italiani, Riesling tedeschi e i migliori vini nobili di tutto il mondo.

Nel cuore di San Candido, tra le vette delle Dolomiti di Sesto, Atto Suites & Cuisine offre un rifugio elegante composto da 4 suite esclusive e una penthouse. Al piano terra è situato il ristorante Atto Cuisine guidato dallo chef Andreas Bachmann: il menù è essenziale, dinamico, scritto giorno dopo giorno seguendo l’ispirazione del momento, ciò che offre il raccolto o l’umore della stagione. Il filo conduttore è la sostenibilità, il rispetto per la materia prima, l’autenticità. Il cuore pulsante del progetto è il Maso Mühlhof, la fattoria di famiglia da cui proviene gran parte degli ingredienti. Ma il vero fiore all’occhiello è la carne di bovino Angus, una razza originaria delle contee scozzesi e allevata con passione in Val Pusteria. Tra le proposte, spiccano alcune creazioni che raccontano al meglio questa filosofia: la Tartare di Black Angus Mühlhof con grano saraceno, burro nocciola e ravanelli; il Risotto con zucchine, limone e caviale di trota; la Guancetta di maiale accompagnata da mais, cipolline del Maso e rosmarino. A completare l’offerta anche un ricco assortimento di tapas da accompagnare con un calice di vino locale: dal tomino, finferli, pancetta, valeriana a ceviche di salmerino con sedano, mela e semi di lino fino alla tempura di verdure con yogurt, sesamo e insalatina.

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