Contro il coronavirus il coraggio di non aver paura

(di Toti Piscopo) Il sistema turistico nazionale, a tutti i livelli, è fortemente indebolito dalla psicosi da coronavirus: congressi e singole prenotazioni annullate al pari delle gite scolastiche, in crisi i trasporti, da quello aereo a quello navale, così come il sistema ricettivo e delle agenzie di viaggio e tour operator. Il settore soffre. E non è il solo.

Fra le tante crisi vissute in quest’ultimo ventennio, dalla Guerra del Golfo alle diverse forme di terrorismo, nelle sue diverse declinazioni, la paura diffusa è stato lo strumento psicologicamente più devastante.

Adesso la minaccia di questa pandemia, vera o presunta, è il nuovo nemico o l’ultimo nemico, almeno in ordine di tempo da combattere. Sul come ampio è il dibattito, vivace e poco produttivo il confronto politico, anche se scienziati e medici sono in prima linea per meglio comprendere azioni e reazioni di un virus che i primi esiti definiscono non imbattibile.

Affrontare la normalità con prudenza e senso di responsabilità per sconfiggere il coronavirus in attesa di trovare il vaccino. Queste le raccomandazioni diffuse che rimangono sottotono rispetto al clamore mediatico che, più che informare, sta alimentando un clima di diffusa incertezza.

Ansia e panico sono umanamente comprensibili, ma prive di una qualunque razionalità, alimentate dai tuttologi dell’ultim’ora che, nel senso del populismo più deteriore, si autocelebrano misurando la loro capacità di comunicatori dal numero di click ricevuti.

Oggi più che mai l’unica reazione possibile, per il singolo come per la collettività, è  “il coraggio di non aver paura”, che non vuol dire escludere la prudenza ma far prevalere il senso dell’etica e del dovere civico, quali valori veri e reali su cui misurarsi come singoli cittadini e come collettività, sempre ed in qualunque caso. Che la salute costituisca il bene comune è fin troppo evidente ma che su questo bene comune si sviluppino diatribe e speculazioni a diversi livelli è assolutamente amorale. 

Avere fiducia nel nostro sistema sanitario è un obbligo, oltre che una speranza. Sostenere il nostro sistema economico una necessità che va salvaguardata. Un dovere per chi ci governa, un dovere per chi ci amministra, ma un dovere, anche e principalmente, per ognuno di noi a cui va richiesto di far prevalere razionalità e buon senso oltre al coraggio necessario di non aver paura. Un principio da condividere, e da diffondere, quale il più normale e possibile antivirus.

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