Il turismo italiano riparte dal ministero

(Toti Piscopo) L’istituzione del Ministero del Turismo con portafoglio è una delle prime grandi novità di questo nuovo Governo a guida del Prof. Mario Draghi, voluto dal Presidente Mattarella e reso possibile dalla maggioranza di una classe politica che ha cavalcato  la temerarietà di Matteo Renzi e di tutto il gruppo di Italia Viva, senza la quale, il Paese intero sarebbe rimasto pervaso dal virus dell’ipocrisia, oltre che dal coronavirus.

Aldilà dell’interesse partitico, tutti hanno convenuto sul grande male dell’Italia e la saggezza del Capo dello Stato ha fatto sì che il politici venissero affiancati da manager, economisti, giuristi di chiara fama, guidati dall’autorevolissimo Mario Draghi, tutti al capezzale di un Paese prostrato ma non piegato e fortemente motivato ad uscire dal coma per riprendere a correre.

Certo non sarà facile, ma sicuramente possibile, se ognuno farà la sua parte, non potendo nessuno disporre della bacchetta magica, ma certo dal panel ministeriale presentato, emerge la forte volontà di applicare un inedito, almeno per l’Italia, nuovo modello di Governo, le cui potenzialità, fanno ben sperare semprecchè non rimangono imbrigliate nella becera burocrazia e siano sostenute da forte volontà, lealtà, capacità e professionalità indispensabile per far recuperare credibilità all’Italia e farla ritornare non più da cenerentola ma da principessa all’attenzione della politica internazionale.

Ed il turismo, come settore economico produttivo del Paese, può fare la sua parte e di ciò deve essere convinto anche Mario Draghi istituendo quel Ministero con portafoglio invocato in quest’ultimo decennio da tutte le categorie del settore.

Un Ministero che non sia un nuovo centro di spesa ma di investimenti produttivi, anche se nell’immediato è estremamente urgente che si completi con procedura di pronto intervento e di soccorso amministrativo rivolto a tutte quelle imprese che, per motivi formali e non sostanziali, non hanno avuto accesso alle azioni di ristoro, in molti casi profusi generosamente. Un doveroso atto di equità sociale dovuto a queste imprese  per le quali è assolutamente necessario intervenire con avvisi specifici a loro dedicati e riservati per garantire il diritto di esistere e non disperdere il patrimonio di professionalità costituito in questi anni.

Non sarà certo l’istituzione di un Ministero la panacea di tutti i mali, ma costituisce un ottimo punto di partenza per finalmente procedere, ad un coordinamento delle politiche turistiche regionali, alla valorizzazione delle categorie professionali tradizionali ed emergenti, alla individuazione delle nuove figure professionali che il settore ha spontaneamente generato,  ad un riordino legislativo nazionale ed europeo che metta nelle condizioni le imprese di competere sui mercati internazionali per fronteggiare una concorrenza sempre più pressante. Non i soli, ma sicuramente i principali per rifondare, iniziando dalle fondamenta questo sistema turistico,  che in occasione del recente fenomeno pandemico ha evidenziato tutte le sue fragilità, le tante criticità accumulate in quest’ultimo mezzo secolo di inadempienze, di inefficienze

Ma per sua stessa natura il turismo è un settore trasversale la cui crescita è fortemente condizionata dalla qualità e dall’efficienza dei servizi di tutti i servizi di cui dispone il sistema Paese. Qualità ed efficienza che ricerca il cittadino ospite al pari del cittadino residente. Ed è questa la grande scommessa, e non la sola, per l’Italia intera che ha sempre professato di poter vivere di turismo. Ancora una buona occasione ed una scommessa che vinciamo tutti o perdiamo tutti. Le imprese del settore, gli operatori professionali, gli addetti ai lavori, questa scommessa nonostante tutto e nonostante tanti, la vogliono vincere, per convinzione professionale ed interesse professionale ed imprenditoriale. Grazie Presidente Mattarella e Buon lavoro Presidente Draghi e buon lavoro a tutti noi.

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