martedì, 20 Aprile 2021

La Spagna vuole chiudere all’arrivo dei turisti stranieri a Pasqua

La ministra dell’Industria, Commercio e Turismo spagnola, Reyes Maroto, ha chiesto ai turisti stranieri che “siano prudenti” e “nei limiti del possibile, non viaggino” nel periodo di Pasqua, per il rischio che aumentino i contagi di covid. “Stiamo raccomandando di non venire, e lo stanno facendo anche il governo tedesco e francese”, ha detto Maroto, che ha parlato in un evento organizzato nella sede delle fiere industriali più grande di Madrid, Ifema. “Non possiamo rischiare”, ha aggiunto. Le sue parole arrivano mentre in Spagna c’è polemica per il fatto che le misure restrittive decise dalle autorità impediranno gli spostamenti tra le regioni del paese dal 26 marzo al 9 aprile, mentre sarà permesso l’arrivo dai paesi europei di chi presenta un test del covid negativo. Secondo il governo, questo è per rispettare la “raccomandazione europea” di non chiudere lo spazio Schengen. Nelle ultime settimane è stato sottolineato dai media locali l’arrivo di turisti stranieri, in particolare a Madrid, attratti —secondo quanto dichiarato da diversi di loro— dal fatto che nella capitale spagnola le restrizioni sanitarie sono più blande che nei loro luoghi di residenza.

Intanto il governo britannico sta valutando se inserire la Francia nella lista rossa dei Paesi per i quali è prevista la quarantena obbligatoria (a pagamento) in alberghi sorvegliati in caso di viaggi di rientro verso il Regno Unito. Al momento nella lista rossa britannica di restrizioni più severe ci sono una ventina di Paesi, quasi tutti sudamericani, africani e mediorientali con il solo Portogallo fra gli Stati europei. Quanto poi alla ripresa dei viaggi dei britannici verso l’estero – considerati al momento illegali salvo giustificato motivo in forza del terzo lockdown nazionale del Regno e destinati a essere vietati anche in un testo normativo ad hoc che sarà votato domani alla Camera dei Comuni, pena multe da 5000 sterline – il prmeier Boris Johnson ha confermato che la questione sarà rivista entro il 17 maggio. Ma ha ribadito che serve cautela e che qualsiasi allentamento dipenderà esclusivamente “dagli sviluppi” della pandemia e della circolazione delle varianti.

 

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