Terremoto in Venezuela: aeroporto chiuso. Tajani: nessuna vittima italiana

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Photo by @azuaje_wilmer/Instagram / AFP


Due scosse di terremoto violentissime, a breve distanza una dall’altra, hanno messo in ginocchio il Venezuela provocando il crollo di centinaia di edifici. Panico e disperazione tra la gente che in pochi minuti ha perso tutto, nella capitale Caracas, come in una vasta zona a ovest del Paese.

Le dimensioni del disastro fanno pensare al peggio: la prima scossa è stata di magnitudo 7.1, la seconda addirittura del 7.5. Al momento si contano oltre 30 morti e 700 feriti. A rendere le conseguenze di questo terremoto ancora più grave la bassa profondità dell’epicentro, appena 10 chilometri sotto il suolo. E soprattutto le case costruite senza alcuna osservanza delle norme antisismiche.

“Gli italiani in Venezuela che “sono registrati con la nostra Unità di crisi, con il sistema Viaggiare Sicuri, sono stati tutti contattati e al momento non ci sono vittime”, ha sottolineato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Ma con “numeri così alti” di potenziali vittime, ha aggiunto, al momento “non sappiamo molto di più. Comunque le autorità venezuelane ci hanno assicurato che la nostra ambasciata verrà informata in tempo reale su eventuali problemi per i nostri connazionali”. L’aeroporto di Caracas “è chiuso ma la nostra ambasciata sta già accogliendo alcune famiglie che non possono entrare a casa perché distrutta”, ha aggiunto.

Gravemente danneggiato l’aeroporto internazionale che ha sospeso i voli: in tante aree dello scalo il tetto è crollato, con scene di panico tra i passeggeri. In pochi minuti sono saltate le comunicazioni telefoniche, messe sotto pressione dalle chiamate dei milioni di venezuelani che vivono all’estero, ansiosi di avere informazioni dei propri cari. Sospeso anche il rifornimento del gas per motivi di sicurezza. La gente si è riversata per strada in stato di shock. Solo dopo tre ore dal disastro, la presidente ad interim, Delcy Rodriguez, dalla tv pubblica, visibilmente provata, ha parlato alla popolazione, annunciando lo stato di emergenza e lanciando un appello all’unità nazionale.

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