domenica, 27 Novembre 2022

Oltre 700 luoghi aperti in tutta Italia per le Giornate FAI d’Autunno

Oltre 700 luoghi visitabili in 350 città in occasione delle Giornate Fai d’Autunno, 11^ edizione del grande evento di piazza, in programma il 15 e 16 ottobre, che il Fondo per l’Ambiente Italiano dedica al patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese. Un viaggio tra castelli, palazzi, ospedali, carceri, scuole, parchi, chiese, conventi, borghi immersi nella natura e industrie del Made in Italy.
Già perché, come ricorda il presidente Marco Magnifico portando per la prima volta il Fai ospite del Comune di Roma, tra i successi di questi 30 anni il Fondo vanta “14 mila luoghi eccezionalmente aperti”, visitati da “oltre 12 milioni di italiani” accompagnati da “un esercito di 145 mila volontari”. Ma anche il merito di aver fatto scoprire un “nuovo patrimonio immateriale”, un patrimonio “eccentrico”, che va dall’archeologia industriale ai “laboratori di artigianato della Comunità di San Patrignano che apriamo quest’anno”.
“Un’eccentricità che è un doveroso allargamento del concetto di patrimonio. A Roma – ricorda il sindaco Roberto Gualtieri – avremo il primo ospedale d’Europa come la sede Rai di via Asiago”, che oggi è “quella di Fiorello – aggiunge il Direttore Rai per la Sostenibilità, Roberto Natale – ma è stata anche quella del discorso per l’Armistizio del generale Badoglio”. E dunque, nella lunga cavalcata presentata dalla vice direttrice generale per gli Affari Culturali del Fai, Daniela Bruno, ecco anche Palazzo Diotti a Milano, sede della Prefettura che ospita i capi di Stato in visita; il Complesso monumentale del Carmine a Palermo, dove sarà eccezionalmente possibile salire sul campanile; Palazzo Bacaredda a Cagliari con quello stile che evoca il gotico aragonese. Ma anche la Casa delle Tecnologie Emergenti di Matera, con i laboratori per il motion capture, o la Stazione Radioastronomica Ceccarelli di Medicina (BO).  “Le imprese – commenta il presidente di Museimpresa e direttore della Fondazione Pirelli, Antonio Calabrò – sono patrimonio italiano non solo per il lavoro, ma perché depositarie dell’attitudine particolare del nostro Paese, dove sin dal  Medioevo si produce all’ombra dei campanili cose belle che piacciono al mondo”.
Realizzate con la collaborazione dell’Anci, le Giornate sostengono la campagna di raccolta fondi del Fai Ricordiamoci di salvare l’Italia e chiudono la Settimana Rai dedicata ai beni culturali in collaborazione con il Fondo (10-16 ottobre).  “Dal 1975 il Fai ha raccolto e investito 140 milioni di euro”, ricorda il direttore generale Angelo Maramai. Oggi conta “71 beni tra monumenti e luoghi di natura” e “altri tre si aggiungeranno nel 2023”. Ma soprattutto la grande sfida per il futuro guarda all’ambiente, dove entro il 2030 il Fai vuole essere all’avanguardia. “Da oggi al 2024 – annuncia – investiremo 4 milioni di euro per la Transizione ecologica della Fondazione”.

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