domenica, 25 Ottobre 2020

Dopo l’Expo un’antologia di Tesoro d’Italia alla Venaria?

Potrebbe essere replicata “in forma di antologia alla Reggia di Venaria Reale a Torino” la mostra ‘Tesoro d’Italia – La biodiversità dell’arte italiana’ attualmente allestita negli spazi di Eataly all’Expo di Milano. L’esposizione curata da Vittorio Sgarbi raccoglie le opere d’arte ritenute più rappresentative dal critico per ogni regione italiana, dal ‘300 al ‘900.    

In occasione dell’arrivo a Expo di nuove opere, che vanno quasi a completare la mostra, Vittorio Sgarbi ha accompagnato il commissario unico di Expo, Giuseppe Sala, e il patron di Eataly, Oscar Farinetti a visitarla. Con loro c’era anche il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini: “è una mostra molto originale – ha commentato il ministro prima di lasciare Expo – Mette insieme molte opere italiane, famose e meno famose. Sicuramente per i visitatori di Expo è l’occasione di vedere una parte dell’arte italiana”.   

Sono oltre 350 le opere esposte in quella che Sgarbi ha definito “una mostra di Stato anche se finanziata da un privato”. Tra i capolavori dell’arte italiana arrivati a completare la mostra ci sono tra gli altri un quadro di De Chirico dal valore di 7 milioni di euro, ‘Interno metafisico’, proveniente da Ferrara; un’opera di Luigi Miradori detto ‘Il genovesino’ (Riposo nella fuga in Egitto) proveniente dalla chiesa di Sant’Iberio a Genova.  “Mancano ancora un po’ di quadri, ad esempio dalla Basilicata – ha concluso Sgarbi –  ma ci sono delle opere che non ha mai visto nessuno”.   

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