Guida ai Mountain Club d’Italia: premiati i migliori rifugi sulle piste da sci
02 Novembre 2026, 09:10
Nel corso del Gran Galà dei Mountain Club d’Italia a Palazzo Lombardia, durante il Milano Mountain Show, è stata presentata la prima edizione della “Guida ai migliori mountain club d’Italia” (Morellini Editore), ideata da Andrea Guolo con i contributi di Giambattista Marchetto e Tiziana Di Masi. La guida, che ha mappato 109 strutture in 32 comprensori sciistici del Nord Italia e dell’Appennino tosco-emiliano valutandole su location, design, ristorazione, sostenibilità e mood, celebra l’evoluzione dei rifugi in alta quota in veri e propri centri di esperienza lifestyle per sciatori e amanti della montagna.
Il massimo riconoscimento dei “Tre fiocchi gold” (punteggio superiore a 90/100) è andato a cinque eccellenze: Stella di Pila (Valle d’Aosta), Sunny Valley Kelo Mountain Lodge (Lombardia), Doss Alpine Style (Trentino), Fienile Monte (Trentino) e Alpinn by Norbert Niederkofler (Alto Adige).
Tra le cinque strutture al vertice, il prestigioso Kettmeir Award – Best Mountain Club 2026 è stato conquistato ex aequo da:
- Sunny Valley Kelo Mountain Lodge (Santa Caterina Valfurva), gestito da Beppe Bonseri.
- Alpinn by Norbert Niederkofler (Plan de Corones), la struttura guidata dallo chef tre stelle Michelin.
Sono stati inoltre consegnati i premi speciali di categoria:
- Territori Sostenibili Award (Sostenibilità): Kosmo Taste the Mountain a Livigno-Mottolino (diretto da Siria Fedrigucci con lo chef Michele Talarico), che si è imposto su Oberholz e Family Chalet Dosson tramite la valutazione della piattaforma Susti.
- Best Design Award: Oberholz a Obereggen per l’architettura innovativa ipogea.
- Best Après-ski Award: Super G Italian Mountain Club per la location di Madonna di Campiglio (gruppo 5 Club guidato da Andrea Baccuini).
- Best View Award: Rifugio Scoiattoli a Cortina d’Ampezzo (gestito da Guido Lorenzi) per il panorama unico sulle 5 Torri.
- Best Restaurant Mountain Club: Col Alt a Corvara in Badia (gestito da Fabio Targhetta e guidato dallo chef Enrico Vespani) per il ruolo di pioniere della cucina gourmet in quota.
Gli autori hanno evidenziato come i mountain club, al pari dei beach club estivi, rappresentino ormai delle vere e proprie “destinazioni nella destinazione”, capaci di attrarre flussi turistici in alta quota per gran parte dell’anno sia per gli sportivi sia per chi ricerca la gastronomia, il relax e il design.