Il fattore umano nell’era dell’IA: perché il supporto degli esperti è insostituibile
24 Agosto 2026, 11:20
Robin Lawther ist Europachef von Expedia TAAP
Riceviamo e pubblichiamo un articolo firmato Robin Lawther, Vice President di Expedia TAAP, su un tema molto attuale: il valore dell’assistenza e delle competenze umane in un settore dei viaggi sempre più influenzato dall’intelligenza artificiale.
“L’intelligenza artificiale (IA) sta rivoluzionando l’industria del turismo, ottimizzando i processi di ricerca e la gestione amministrativa per gli agenti di viaggio. Tuttavia, pianificare un viaggio e viverlo sono esperienze diverse, e l’imprevedibilità del viaggiare – tra ritardi, cancellazioni e disservizi – mette in luce i limiti della tecnologia e l’importanza insostituibile del fattore umano.
Secondo la ricerca ‘Il divario di fiducia nell’IA’ di Expedia Group, sebbene i viaggiatori utilizzino l’IA come strumento di supporto, il 66% non si fida a lasciarle effettuare acquisti o prenotazioni al proprio posto. La distinzione è netta: i clienti si fidano dell’IA per ricevere suggerimenti, non per prendere decisioni o per gestire situazioni complesse.
Il valore degli agenti di viaggio risiede nella loro capacità di offrire conoscenze, empatia e vicinanza al cliente, costruendo un rapporto di fiducia che l’efficienza da sola non può garantire. Soprattutto nelle situazioni critiche, le persone non cercano una risposta automatizzata, ma rassicurazioni e soluzioni concrete da figure esperte pronte a intervenire e ad assumersi la responsabilità del problema.
Nel Programma speciale per agenzie di Expedia (TAAP), l’assistenza è concepita esattamente in questi termini: non come un centro di costo, ma come parte integrante e prova della qualità del prodotto stesso. L’obiettivo non è sostituire gli agenti di viaggio, ma dar loro strumenti e assistenza migliori affinché possano concentrarsi sulle competenze umane a cui i viaggiatori attribuiscono più valore. Il modello di maggior successo per il turismo del futuro non vedrà l’IA e le competenze umane come forze contrapposte, ma saprà combinarle per ottimizzare i processi e creare fiducia. Le aziende che avranno successo non saranno quelle che automatizzeranno di più, ma quelle in grado di accostare l’innovazione alla vera competenza umana“.