venerdì, 4 Dicembre 2020

Guide Turistiche Italiane: Franceschini dimentica il turismo

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di GTI-Guide Turistiche Italiane a firma del presidente Simone Fiderigo Franci e del vicepresidente Claudia Sonego,secondo cui il ministro Dario Franceschini, che ha dimenticato di citare il turismo nel suo ultimo appello, non ha compreso la gravità della situazione del mondo della cultura e del turismo.

Abbiamo appreso lunedì, all’indomani del nuovo DPCM, che Dario Franceschini è ancora titolare del Mibact, il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo. Da marzo ne avevamo perso le tracce, all’improvviso è giunta la sua voce. Dispiace che Franceschini, nel suo articolato video, abbia dimenticato di nominare il turismo, che rientra nel suo dicastero. Vogliamo pensare lo abbia dato per scontato alla voce ‘cultura’, la stessa che noi operatori del turismo promuoviamo e divulghiamo, senza però poterla trasferire su piattaforme digitali trasmesse dalla tv pubblica, come ha invocato di fare per rappresentazioni teatrali o film. Il turismo vive di presenze reali e noi guide turistiche in città deserte siamo ferme. Dispiace il tono di lesa maestà, sarà che anche gli dei cadono. I mesi di silenzio sul nostro settore sono incomprensibili, le misure fin qui adottate totalmente insufficienti.

Neppure al recente TTG di Rimini, un tempo vetrina dei politici, il ministro ha ritenuto di mandare un video messaggio di ringraziamento, incoraggiamento e sostegno, per chi, come noi, ha partecipato nonostante tutto dando dimostrazione di voler continuare ad investire nel comparto. Da fine febbraio il mondo della ‘cultura’ tutta e dello spettacolo è pressoché chiuso. Franceschini, per difendersi dalle critiche, dà pagelle di incoscienza arrivando ad affermare che non si spiega il perché delle proteste di oggi e non invece a marzo. A Franceschini che ostenta la curva epidemiologica, la stessa che vediamo ad ogni notiziario, rispondiamo che oggi siamo stanchi ed esasperati. Anche chi, come noi, prediligendo un atteggiamento costruttivo, non va a manifestare in piazza, si attiene alle norme e nei mesi non si è pianto addosso. A Franceschini, secondo cui evidentemente non percepiamo l’entità della crisi, diciamo che noi l’abbiamo vissuta in giornate infinite senza lavoro e in utenze difficili da pagare. Il dibattito che lui reputa stucchevole, è la dimostrazione di una stanchezza e paura che sta raggiungendo il culmine. Forse, a non capire, è lui. Siamo cittadini responsabili e teniamo alla vita, che necessita di dignità. La sua nuova epifania, purtroppo, conferma la più totale lontananza del ministro dai temi che attendono risposte urgenti”.

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