martedì, 1 Dicembre 2020

Ue vuole aprire confini 15 giugno, ma no all’Italia, Conte: non lo permetteremo

“Il ministro Franceschini sta lavorando per scongiurare questa evenienza. Non accettiamo accordi bilaterali nell’Ue che possano creare percorsi turistici privilegiati. Ne ho parlato anche con Ursula von der Leyen, sarebbe la distruzione del mercato unico, non lo permetteremo mai”. Lo ha detto ieri sera in conferenza stampa il premier Giuseppe Conte facendo riferimento alle intenzioni di alcuni governi europei (Germania, Austria, Francia e Svizzera) intenzionati ad aprire i confini il 15 giugno ma escludendo Italia e Spagna indicate come “Paesi molto colpiti”, secondo quanto indicato dal ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer. “Non ci sono prospettive di una tempestiva riapertura dei confini” verso l’Italia, “non ne vedo i presupposti”, ha chiarito il leader austriaco Sebastian Kurz. E anche la ministra svizzera di Giustizia e polizia Karin Keller-Sutter ha specificato che non ci sono orizzonti temporali per lo sblocco del confine con l’Italia. Che così, al momento, resta appesa.

Intanto anche la collaborazione che Parigi vorrebbe limitare al solo Regno Unito (dove la pandemia imperversa), fa drizzare le antenne, anche perché in barba al principio di non discriminazione predicato da Bruxelles ed evidenziato come un successo dal Dipartimento italiano delle politiche dell’Unione europea.

Ad ogni modo le linee guida dettate da Bruxelles per consentire a hotel, bed&breakfast, ristoranti, spiagge, piscine e altre strutture ricettive di riprendere la loro attività prevedono il distanziamento fisico di 1,5-2 metri, l’uso delle mascherine e protocolli precisi di pulizia e disinfezione, come ad esempio il lavaggio a 90 gradi di lenzuola, asciugamani e tovaglie, e un’adeguata ventilazione meccanica o naturale degli spazi interni.

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