Ancora disagi nei cieli inglesi, escluso cyberattacco ostile
10 Settembre 2026, 11:30
Photo by JUSTIN TALLIS / AFP
Le centinaia di cancellazioni di voli su vasta scala che hanno causato disagi per centinaia di migliaia di persone a causa di un guasto tecnico che ha mandato in tilt il sistema informatico di controllo del traffico aereo britannico sono tutte nelle immagini in arrivo dai principali scali del Paese, tra cui Heathrow e Gatwick, che mostrano passeggeri costretti a dormire sul pavimento, bagagli ammassati e lunghe file davanti ai banchi delle compagnie aeree.
Anche perchè nessuno ha indicato con sicurezza i tempi per un ritorno completo alla normalità: fonti aeroportuali parlano di un recupero “graduale”, che richiederà probabilmente diversi giorni per il riposizionamento di aerei ed equipaggi. Un copione già visto nel 2023 e negli altri blocchi del traffico aereo che si sono ripetuti a cadenza quasi annuale negli ultimi tempi.

Ciò che sembra ormai certo è che il caos non è stato causato da cyberattacchi o dall’azione di attori o Stati ostili, come ha dichiarato il contestatissimo direttore dell’autorità del traffico aereo (Nats), Martin Rolfe, finito al centro delle polemiche per il periodico ripetersi di blocchi tanto estesi. A fronte della richiesta di dimissioni avanzata da diverse compagnie, è intervenuto il premier laburista Andy Burnham per ribadire la fiducia del governo nei confronti del responsabile dell’ente, di cui lo Stato controlla il 49% in una partnership pubblico-privata. Mentre la ministra dei Trasporti, Heidi Alexander, intervenendo alla Camera dei Comuni per l’ennesima crisi nazionale del trasporto aereo, ha detto che il glitch ai sistemi doveva essere evitato.
Nonostante un’indagine per far luce su quanto successo sia stata appena avviata, l’attenzione è sull’obsolescenza tecnologica dell’apparato di controllo. Rolfe ha evocato un possibile guasto tecnico di natura “diversa” rispetto a precedenti emergenze analoghe. Fra le ipotesi è spuntata quella di un piano di volo militare, inserito nel sistema informatico con le indicazioni sbagliate, come ha scritto il Corriere della Sera online, citando “fonti europee” interpellate che si dicono “a conoscenza dei primi riscontri effettuati presso gli impianti di Nats”. Si parla di un intoppo tecnico analogo a quello di un’emergenza precedente avvenuta nel 2023: solo che in quel caso era stato un piano di volo civile a mandare in tilt il sistema.