lunedì, 28 Settembre 2020

Il piano di Bonisoli: per cultura più risorse e per turismo nuova fiscalità

La priorità per la cultura “sono più risorse, che piaccia o no dobbiamo spendere di più, non spendiamo abbastanza”. Parola di Alberto Bonisoli, nuovo ministro di Beni culturali e turismo che pubblica su Fb e anche sul sito del suo nuovo ministero, il Mibact, un discorso fatto in piazza il 2 giugno alla manifestazione M5S.

Tre, in particolare, le priorità per i beni culturali: “più risorse e più assunzioni” (“niente precari serve gente qualificata e motivata”), revisione delle modalità di spesa (“In alcuni casi sarà rivoluzione”) e “dare ascolto agli operatori”.

Parlando a braccio, il piglio entusiasta, Bonisoli racconta il suo incontro con Grillo e il M5s poi arriva ai temi del suo dicastero: “La vita è bellissima, l’Italia un paese fantastico, abbiamo un patrimonio che tutti ci invidiano e noi lo dobbiamo trattare nel modo più gentile e nello stesso tempo efficace”. Il patrimonio artistico e culturale italiano, sostiene il neo ministro, “va prima di tutto conosciuto, valorizzato, tutelato. Bisogna renderlo più fruibile e più conosciuto a partire dalle scuole, i ragazzi devono essere messi in condizione di sapere”.

Quanto alle priorità, “la prima sono le risorse – sottolinea -: ci vogliono più soldi, che piaccia o meno, non spendiamo abbastanza. Più soldi vuole dire anche più posti di lavoro nel pubblico, dobbiamo assumere, non impiegare i precari nei beni culturali, dobbiamo investire in persone qualificate, motivate e competenti che facciano un lavoro fantastico come quello che ci meritiamo”.

Secondo capitolo, la revisione della spesa: “Voglio capire, valutare ed eventualmente cambiare il modo in cui i soldi vengono spesi, pianificando e magari controllando come vengono spesi, sembra una cosa banale ma non lo è e probabilmente in alcuni aspetti sarà anche qualcosa di rivoluzionario”.

Terzo, l’ascolto delle esigenze degli operatori del settore: “Dobbiamo dare ascolto alle esigenze di chi lavora in questo settore, fare leggi e poi calarle dall’alto è una cosa che non va bene, se vogliamo che le cose funzionino dobbiamo chiamare le persone, coinvolgerle e farle lavorare insieme a noi”.

L’ultimo flash è dedicato al turismo, settore che nelle intenzioni del governo sarebbe destinato al ministro dell’Agricoltura Centinaio: “Il mio ministero ha ancora la competenza del turismo, prima o poi avrà un ministero ad hoc. Per il momento rivedremo la fiscalità: ce n’è un gran bisogno. Bisognerà investire in digitalizzazione e per ultimo serve un minimo di cabina di regia, perché non esiste che l’Italia vada all’estero con venti voci diverse: andiamo insieme una volta sola e facciamo vedere quanto è bello il nostro Paese”.

http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Comunicati/visualizza_asset.html_2108729193.html

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