mercoledì, 28 Ottobre 2020

Da randagi a trepidi: ecco i nuovi turisti post-covid

Dai viaggiatori “randagi” fortemente attratti dalle destinazioni che garantiscono comunque “divertimento” e “socializzazione” agli “opportunisti” sempre alla ricerca di continue promozioni e spesso in vacanza da amici e parenti. Dagli “irriverenti” che non temono né treni, né aerei, né altri mezzi di trasporto collettivi ai “trepidi” che sono disposti a spendere di più pur di avere maggiori rassicurazioni sanitarie.

Sono questi 4 dei 16 profili dei turisti post Covid emersi da una ricerca di Jfc. La pandemia ha trovato il turismo italiano in un momento di grande espansione ma lo ha colpito duramente e inevitabilmente ha cambiato e cambierà il modo di viaggiare. E si è passati dalla gestione dell’overtourism all’instabilità e all’incertezza con molte strutture ricettive in “stand by”, instabilità e incertezza, cancellazioni e annullamenti. E quando la ripresa arriverà “quasi un italiano su due – spiega all’ANSA Massimo Feruzzi amministratore unico di Jfc che presenta oggi al Ttg di Rimini un corposo studio sull’argomento – manifesterà la volontà di cambiare la propria propensione a soggiornare fuori casa prossimamente e di questi, il 46,3% è condizionato dalla presenza del Covid-19. L’altro dato molto interessante è che il 47,3% dei connazionali desidera viaggiare ma attende l’ultimo momento in base a come si evolve la situazione”.

In generale il coronavirus ha accentuato e fatto esplodere tendenze specifiche come il turismo Open Air e Green, quello che prevede spazi individuali e “lontani dalla pazza folla” anche con servizi servizi personalizzati e tailor made. E ha fatto scendere a picco nel gradimento tutto ciò che è gestito con approssimazione e genericità, servizi standard e uguali per tutti e soprattutto con messaggi non chiari sulla sicurezza sanitaria. Inoltre, secondo l’indagine, ha ridotto i sistemi di mobilità collettiva (aereo, treno, pullman) e fatto affermare i fenomeni di turismo di prossimità e infra-regionali.

Tornando ai profili dei nuovi viaggiatori, tracciati con 5.615 questionari in 4 diverse indagini qualitative, Jfc individua due maxicategorie quelli più liberisti (rispetto al Covid) e quelli più protezionisti. Tra i primi, disposti a spendere di più, troviamo i viaggiatori “irriverenti”, “lussureggianti”, “libertini” e “naturisti” e, tra quelli disposti a spendere di meno, i turisti “selezionatori”, “scalatori”, “randagi” e “fluttuanti”. Poi ci sono i viaggiatori per cui il Covid e la sicurezza pesano di più: anche tra di loro ci sono quelli i big spender (“ricercatori”, “trepidi”, “rispettosi” e “garantisti”) e i low spender (“tradizionalisti”, “titubanti”, “garantisti”, “opportunisti”).

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