Scontro Fipe-sindacati: scatta la protesta

Ma Fiore non si preoccupa: non ci saranno disagi per clienti e turisti

E' partito lo stato di agitazione dei lavoratori negli oltre 300mila bar, ristoranti, discoteche, mense, stabilimenti balneari associati alla Fipe, nell'ambito delle trattative per il rinnovo del contratto del turismo. "Ma non ci sarà nessun disagio per clienti e turisti" assicura tuttavia il direttore della Fipe, Marcello Fiore.
Alla ripresa del negoziato per il rinnovo del contratto alcuni giorni fa, Federalberghi, Fiavet, Faita, hanno ribadito la volontà di proseguire il confronto sull'agenda di priorità che tutte le parti al tavolo avevano condiviso, affermano i sindacati. "Fipe, al contrario, – sostengono i sindacali – nonostante fino al 26 marzo scorso avesse manifestato piena condivisione per questa tabella di marcia, ha utilizzato strumentalmente lo stato di crisi arrivando a richiedere pesanti interventi sulle condizioni contrattuali tra cui l'abolizione degli scatti di anzianità, della quattordicesima mensilità, nessun aumento salariale fino al 2015".  
"Negli ultimi 4 anni sono scomparse dal mercato 32.000 imprese del settore, nei primi tre mesi 2013 hanno chiuso altre 4mila attività. Con numeri così non firmo un contratto che non preveda un aumento di produttività e più flessibilità" spiega Fiore replicando alle critiche dei sindacati che accusano la federazione aderente a Confcommercio  di "voler strumentalizzare la crisi paralizzando la trattativa" che prosegue invece con le altre parti datoriali.   
"Ma la protesta non ci preoccupa – conclude Fiore – nel primo trimestre hanno perso il lavoro 8mila persone nel settore oltre agli imprenditori a spasso. Siamo in un momento in cui i lavoratori non posso permettersi di fare sciopero, non condividono le istanze dei sindacati".

 

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