sabato, 23 Ottobre 2021

A Natale otto milioni di italiani in viaggio

Le previsioni della Fiavet lasciano intravedere la fine del tunnel

“Fra alti e bassi, il turismo sembra riprendere quota. Non siamo ancora all’euforia, ma i segnali positivi non mancano malgrado l’attuale situazione internazionale”. E’ quanto afferma Antonio Tozzi, Presidente della Fiavet, l’Associazione che rappresenta in Italia oltre 2500 Agenzie di Viaggio per un totale di oltre 3500 punti vendita, commentando i risultati di un’indagine tendenziale condotta su un campione rappresentativo dei propri associati.
“Il fenomeno turismo, ha detto ancora Tozzi, malgrado le tensioni internazionali e la crisi economica che certamente non incoraggia i consumi in generale e quelli turistici in particolare si sta risollevando. Per una ripresa consolidata occorre aspettare i primi mesi del 2004, come ha dimostrato l’andamento, tutto sommato positivo dell’anno che sta volgendo al termine, nel corso del quale accanto a periodi di grande fermento, abbiamo dovuto registrarne altri, caratterizzati da incomprensibili pause, come è accaduto ad esempio in luglio, a causa, probabilmente, di un diverso modo di fare turismo e del diverso approccio di porsi nei confronti di un settore che rappresenta pur sempre una forma di consumo voluttuario. Anche per questo, ha continuato il Presidente della Fiavet, sono molti gli operatori che si tengono, con la programmazione, entro limiti piuttosto prudenti, salvo poi rafforzare l’offerta in un secondo momento a seconda della piega che potrà prendere la domanda”.
Dall’indagine è emerso anche che gli italiani che si muoveranno per le prossime festività di fine anno, nel periodo compreso fra il 24 dicembre e il 6 gennaio, saranno poco meno di 8 milioni dei quali l’80% rimarrà entro i confini nazionali, mentre il 20% sceglierà di andare all’estero. Per quelli che rimarranno in Italia, la montagna sarà scelta da circa la metà dei vacanzieri con una marcata preferenza per le Alpi. Situazioni metereologiche permettendo, tuttavia, si potrebbe assistere ad un boom dei centri invernali dell’Italia Centrale e, in particolare, dell’Abruzzo. Il 30% sceglierà le città d’arte, con una attenzione ai centri minori, mentre il rimanente 20% sceglierà di trascorrere le vacanze di fine anno in agriturismi o in centri benessere, sempre più di moda in considerazione delle trasformazioni in atto in molte strutture alberghiere e, soprattutto, nei centri termali la cui riconversione rappresenta un fenomeno quasi generalizzato.
Meno marcata, ma pur sempre positiva, la dinamica del turismo proveniente dall’estero. Confermando le tendenze manifestatesi nel corso dell’anno, buoni dovrebbero essere gli arrivi di spagnoli, britannici, scandinavi e dei turisti provenienti dall’Europa dell’Est. Sempre in flessione tedeschi e americani, mentre qualche segnale di ripresa emerge per quanto riguarda i turisti provenienti dall’Oriente. Giapponesi e Cinesi su tutti.
“Per il settore incoming, ha detto ancora Tozzi, continua purtroppo a farsi sentire il problema della competitività di prezzo della nostra offerta, mentre comincia a pesare l’assenza del Governo nei confronti di una industria strategica per l’economia del Paese, sia per quanto concerne il mancato accoglimento delle richieste degli operatori in materia fiscale, sia per la mancanza di un progetto strategico di promozione sui mercati internazionali”.
Per quanti sceglieranno di trascorrere le vacanze all’estero, l’Europa rimane meta ambitissima soprattutto per le vacanze brevi nelle Capitali: Parigi, Vienna, Praga, Madrid e Berlino. Città che, soprattutto nel periodo natalizio, esercitano sempre un fortissimo richiamo. Estremamente positivo il trend per il medio raggio per il quale la destinazione principe rimane il Mar Rosso per il semplice fatto che riesce a coniugare alla perfezione gli ingredienti di una vacanza ideale per questo periodo: mare, sole, esotismo e costi contenuti.
Per il lungo raggio, infine, si assisterà ad un aumento della domanda per Cuba, la Repubblica Domenicana, la Jamaica e il Messico. Favorito dall’apprezzamento dell’euro sul dollaro, positivo si annuncia il traffico verso gli Stati Uniti e tutti quei paesi dell’area d’influenza della moneta statunitense. Già lo scorso anno, del resto, gli italiani che scelsero di trascorrere le vacanze di Natale negli States, furono oltre 42.000, con un incremento del 20% rispetto al 2001.

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