lunedì, 21 Settembre 2020

A TTG Incontri emerse le enormi potenzialità della Libia

Valtur a novembre firmerà un accordo per un insediamento turistico

La Libia e’ una destinazione
turistica emergente nel Mediterraneo: parola di Ttg
Incontri-Tti, salone ‘business to business’ conclusosi domenica a Rimini.
La Libia e’ una delle 17 destinazioni che si sono presentate per
la prima volta a Rimini tra i 68 Paesi stranieri, ma si e’
subito imposta con i propri numeri: e’ grande cinque volte
l’Italia ed e’ ricca di bellezze naturali e archeologiche, ma
nel 2004 ha accolto solo 23.000 turisti stranieri. Le sue ampie
potenzialita’ di sviluppo sono state al centro di un forum sulle
opportunita’ di investimento turistico: un nuovo tipo di
confronto diretto tra operatori ed esperti gia’ attivi sulla
destinazione e i colleghi italiani interessati a investire,
presente il delegato dell’Istituto italiano per il commercio
estero (Ice) a Tripoli, Alberto Catarci, che ha riferito di
grandi possibilita’ di investimento anche per un crescente
interesse del Governo libico verso capitali stranieri, puntando
a potenziare la locale industria turistica.
”La Libia possiede 1.800 chilometri di spiaggia pressocche’
incontaminata – ha rilevato Catarci nella nota – e un deserto
con numerose oasi, musei e siti archeologici. Le opportunita’
per gli investitori stranieri sono enormi: molto c’e’ ancora da
fare e il Ministero per il Turismo libico intende favorire
questa apertura ai capitali stranieri anche promuovendo norme
specifiche. Alcune iniziative legislative sono gia’ partite e ci
sono un paio di progetti in fase di definizione anche da parte
di aziende italiane. In particolare Valtur – prosegue Catarci –
che a novembre firmera’ l’accordo per un insediamento turistico,
mentre Norman ha da poco firmato la concessione per realizzare
un centro turistico da 200 milioni di euro con un campo da golf
e servizi a ‘5 stelle’. Certo – ha spiegato – la Libia e’ ancora
carente rispetto alle infrastrutture e ai servizi di
informazione e assistenza ai visitatori stranieri, ma negli
ultimi anni sta compiendo importanti investimenti per ridurre
questo gap”.
I presupposti legislativi illustrati nella nota di Ttg
Incontri garantiscono ampi margini di ritorno agli investimenti
stranieri in Libia. In particolare, ”la Legge 5 – precisa la
nota – consente la riesportazione degli utili ottenuti dalle
societa’ straniere nel Paese africano, l’esenzione dalle tasse
per un periodo di 5 anni, la non obbligatorieta’ di un partner.
I benefici vengono applicati per investimenti minimi di 50
milioni di dollari. Agli stranieri – prosegue la nota – vengono
inoltre offerte differenti possibilita’ di collaborazione con le
autorita’ libiche per realizzare i propri progetti: dal semplice
affitto dei terreni alla concessione ultradecennale fino alla
‘joint venture’ con le autorita’ pubbliche”. Il partner libico
non e’ quindi obbligatori, ma e’ consigliato dall’Ice, come
”controparte in grado di confrontarsi con minori problemi con
la fitta rete burocratica del paese mediorientale”, prosegue la
nota: insomma, una ”scelta strategica di grande rilievo
confermata anche delle testimonianze di due imprenditori
turistici che gia’ operano con successo in questa destinazione”
che hanno anche suggerito ”interventi non solo in strutture ma
anche, per esempio, in servizi come la formazione (personale e
management turistico), tenuto conto che esiste una vasta
disoccupazione giovanile”

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