domenica, 7 Marzo 2021

Aeroporti, 12 indagati per l’incidente di Trieste

Il reato ipotizzato è attentato colposo alla sicurezza dei trasporti

Dodici persone sono state iscritte nel registro degli indagati dalla Procura della Repubblica di Gorizia nell’ ambito delle indagini preliminari sull’ incidente avvenuto nell’ aeroporto di Trieste-Ronchi dei Legionari lo
scorso 20 aprile. Il reato ipotizzato dal sostituto Procuratore di Gorizia
Massimo De Bortoli, che coordina l’ inchiesta, è quello di attentato colposo alla sicurezza dei trasporti aggravato dal verificarsi del disastro. Nell’ incidente un aereo MD 80 dell’ Alitalia, subito dopo l’atterraggio, mentre rullava per raggiungere la piazzola di sosta dell’ aeroporto, urtò contro un autocarro che si trovava ai bordi di una pista. Nello scontro undici passeggeri rimasero leggermente contusi e la punta di un’ala dell’ aereo si
spezzò, facendo uscire decine di litri di carburante che non s’incendiarono.
L’ iscrizione delle 12 persone nel registro degli indagati – si è saputo nel pomeriggio da fonti vicine all’ inchiesta – è stata fatta in seguito alla
decisione dello stesso pm De Bortoli di trasferire l’ inchiesta sul fatto dal registro dei procedimenti nei riguardi di ignoti o persone da identificare, nel quale era stata iscritta lo stesso 20 aprile, a quello delle indagini preliminari nei riguardi di persone note. Nessun particolare è trapelato sugli elementi che hanno portato il magistrato a prendere tale decisione. Massimo riserbo viene tenuto, sia dagli investigatori, sia dal magistrato, anche
sull’ identità degli indagati, ai quali non si sa se siano state inviate informazioni di garanzia.
Si è solo saputo che lo stesso pm De Bortoli ha rigettato la richiesta, avanzata ieri dalla Direzione dell’ aeroporto di Trieste-Ronchi dei Legionari, di essere autorizzata a spostare l’ aereo dalla bretella denominata ”Bravo”, dove è
avvenuto l’ incidente e dove si trova tuttora in stato di sequestro. La decisione del magistrato – da quanto è trapelato – è da mettere in relazione all’ esigenza, evidenziata da vari esperti, di procedere a rilievi, accertamenti, consulenze ed eventuali perizie, con l’ aereo nella posizione esatta in cui si è trovato dopo l’ urto. Oltre all’ MD80, subito dopo l’ incidente, il pm De Bortoli ha disposto il sequestro dell’ autocarro coinvolto nell’ urto e della bretella ”Bravo”, che collega la pista di atterraggio e
decollo al piazzale dell’ aeroporto. Sull’ incidente di Trieste-Ronchi dei Legionari, oltre a quella avviata dalla Procura della Repubblica di Gorizia, sono in corso altre quattro inchieste; le hanno avviate l’ Enav (Ente Nazionale di Assistenza al Volo), l’ Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, l’ Ansv (Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo) e l’ Alitalia. A bordo dell’ aereo che ha urtato un autocarro impegnato nei lavori di un cantiere in attività per l’ampliamento del piazzale dell’ aeroporto, si trovavano 91 passeggeri (fra i
quali il cantante Lucio Dalla) e sei membri dell’ equipaggio che, subito dopo l’ urto, hanno lasciato il velivolo utilizzando gli scivoli di emergenza.

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