venerdì, 22 Ottobre 2021

Aeroporti, allarme di Bruxelles su scali ingolfati

Il settore aereo europeo rischia di perdere 3,7 milioni di voli l’anno

Il
settore aereo europeo rischia di perdere 3,7 milioni di voli
l’anno all’orizzonte del 2025 per la mancanza cronica di
aeroporti, piste d’atterraggio e infrastrutture: a lanciare
l’allarme e’ la Commissione Ue che ha fornito i dati sulle
preoccupanti carenze, avviando allo stesso tempo una
consultazione con i rappresentanti del settore per cercare
rimedi all’indisponibilita’ di infrastrutture e scali.
Secondo l’esecutivo Ue, all’attuale tasso di crescita della
domanda di voli, gli aeroporti europei raggiungeranno il livello
di saturazione entro venti anni. Nel 2025, infatti, piu’ di 60
aeroporti saranno completamente congestionati e i primi 20
aeroporti per traffico saranno saturi almeno 8-10 ore al giorno.
La carenza di infrastrutture comportera’ perdite notevoli per
i vettori europei, e si calcola che tra venti anni, nonostante
un aumento previsto di capacita’ degli aeroporti pari al 60%,
gli scali Ue non saranno in grado di assorbire l’intero traffico
lasciando insoddisfatta ”una domanda corrispondente a 3,7
milioni di voli l’anno (17% del totale)”.
Accanto all’impossibilita’ di soddisfare le richieste di
nuove rotte, la penuria di scali comportera’ maggiori ritardi
”dovuti alla congestione dello spazio aereo europeo” e sara’
accompagnata da ”una carenza cronica di capacita’ delle piste,
degli spazi di rullaggio e dei terminal aeroportuali a terra”.
Le preoccupazioni di Bruxelles sono state sottolineate dal
commissario Ue ai trasporti, Jacques Barrot. ”L’esecutivo Ue –
ha spiegato Barrot – si sta occupando della gestione del
traffico aereo e del cielo unico europeo per aumentare la
capacita’ aerea, ma tutti questi sforzi saranno vani se non
affronteremo il problema degli aeroporti”.
L’obiettivo irrinunciabile per i prossimi anni, ha indicato
l’eurocommissario, deve essere ”allo stesso tempo organizzare
la costruzione di nuovi aeroporti e utilizzare tutte le risorse
necessarie per utilizzare meglio le infrastrutture esistenti”.
La strategia che la Commissione europea propone per
affrontare il problema – e sulla quale intende confrontarsi con
le parti interessate – prevede il miglioramento dell’
interoperabilita’ treni-aerei, la promozione dell’utilizzo piu’
efficace di scali, rotte e fasce orarie e un maggiore ricorso
alle capacita’ inutilizzate di aeroporti vicini o di reti
aeroportuali.
In Europa sono 57 gli aeroporti con un numero di passeggeri
da uno a cinque milioni all’anno (circa il 17% della
circolazione europea), mentre 67 scali registrano un traffico da
200 mila ad un milione di passeggeri (4% della circolazione). Ci
sono tuttavia anche circa 200 piccolissimi impianti che hanno
meno di 200 mila passeggeri all’anno.
Un elemento su cui articolare la riflessione sul futuro degli
aeroporti europei e’ rappresentato dai piccoli e medi aeroporti
regionali, il cui contributo potrebbe rivelarsi fondamentale per
assicurare alle compagnie aeree nuovi scali e per aprire nuove
rotte. La settimana scorsa Bruxelles ha definito le linee-guida
che regolano la concessione di facilitazioni e aiuti regionali.
Le indicazioni dell’esecutivo Ue sono state pero’ duramente
criticate dagli aeroporti regionali europei che ne hanno chiesto
”l’immediata revisione”.

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