martedì, 31 Gennaio 2023

Aeroporti regionali, Bruxelles cambia rotta dopo caso Ryanair

Avviata consultazione per agevolare sviluppo degli scali minori

La Commissione europea intende promuovere lo sviluppo degli aeroporti regionali, chiarendo meglio le regole sugli aiuti che possono essere concessi alle compagnie, in particolare a quelle a basso costo, che vogliono avviare nuovi collegamenti aerei. Archiviato, anche se ancora non del tutto, il caso Ryanair, la Commissione intende ora voltare pagina, precisando regole in grado di tener conto della particolarita’ dei singoli scali. Sull’argomento l’eurogoverno, per iniziativa del commissario Ue ai Trasporti Jacques Barrot, ha lanciato una consultazione pubblica, fino al 7 marzo prossimo, che consentira’ successivamente un esame da parte degli stati membri per poi passare all’adozione delle linee direttrici entro l’estate prossima.
”La Commissione – ha precisato Stefaan de Rynck, portavoce di Barrot – vuole sviluppare gli aeroporti regionali e allargare la possibilita’ di scelta per i passeggeri, decongestionando cosi’ i grandi scali, ma al tempo stesso intende garantire l’uguaglianza di trattamento tra compagnie e tra aeroporti per
evitare discriminazioni”. Il progetto dell’esecutivo europeo limita gli aiuti ai costi addizionali di avvio di un collegamento aereo da uno scalo regionale (ad esempio le spese di installazione), ma non copre invece quelli operativi regolari (come e’ il caso del carburante). L’intensita’ della sovvenzione e’ prevista in una percentuale variabile tra il 30 e il 50%, per un periodo massimo
di 5 anni. ”L’aiuto – ha rilevato de Rynck – sara’ valutato caso per caso: gli aeroporti che si trovano in regioni piu’ svantaggiate o ultraperiferiche potranno beneficiare di condizioni piu’ favorevoli”. Le sovvenzioni in questione sono riferite principalmente ad aeroporti con un traffico inferiore ai cinque milioni di passeggeri, ossia a 124 scali in tutta Europa, di cui 67 che non superano il milione di utenti. I chiarimenti dell’esecutivo Ue intendono sgombrare il campo dai problemi sollevati finora dai finanziamenti pubblici dati, in particolare, ai nuovi collegamenti delle compagnie a basso costo, spesso dai piccoli scali. Aiuti che, in qualche caso, sono stati poi oggetto di
denunce. I voli low-cost sono passati dal 3,1% del 1998 all’11,8% del 2003, mentre solo nel 2002, le sei principali linee a basso costo nell’Ue hanno trasportato, secondo i dati resi noti dalla Commissione, 34 milioni di passeggeri.

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