sabato, 17 Aprile 2021

Airbus A380, e se fosse un flop come il Concorde?

Per Jarach è fuori mercato a differenza del Boeing 787

L’A380 corre il rischio di essere il Concorde del terzo millennio, ovvero un aereo dal design dirompente ma un flop commerciale. Nella giornata del debutto
nei cieli del superjumbo di Airbus, il docente di marketing del trasporto aereo dell’Sda Bocconi, David Jarach spiega i punti critici dell’aeromobile guardando alle prospettive di mercato. Che, a suo avviso, sembrano invece privilegiare l’opposta strategia di Boeing che ha puntato sul 787 Dreamliner. ”L’A380 – spiega Jarach – e’ un aeromobile conservativo, che va incontro al problema della crescente saturazione degli hub europei. Ma e’ una visione ferma a cinque-sei anni fa. All’estremo opposto, Boeing ha sviluppato un aeromobile tecnologicamente innovativo, per i collegamenti punto a punto, da 200-250 posti, che va anche incontro alla necessita’ dei vettori di avere costi operativi molto bassi”. Il docente della Bocconi ricorda che ”e’ stato estremizzato da alcuni il confronto fra i due prodotti, come se quello della Boeing fosse un aeromobile low-cost per via dei costi operativi molto bassi e l’A380 fosse invece di lusso con bar, palestre, zone di intrattenimento”. Per quanto possano fare presa sulla fantasia dei passeggeri, secondo Jarach la realizzazione di palestre o shopping center ”e’ improbabile. Dubito che qualsiasi compagnia aerea razionale adottera’ su larga scala questa soluzione”. Un ritorno economico dall’A380 per i vettori potrebbe infatti arrivare da una ”configurazione intensa per posti e questo potrebbe aprire spiragli per le low cost per i collegamenti fra le due coste dell’Atlantico. Sarebbe una risposta a chi dice che l’A380 e’ solo per vettori tradizionali. Del resto la stessa Easyjet sta studiando l’A380 con una
configurazione intensiva di posti per contenere i costi. In questo modo sarebbe davvero competitivo”. Per quanto potrebbe favorire il trasporto di massa, l’A380 ha fra le criticita’ ”il tempo a terra per le operazioni di imbarco passeggeri, bagagli e rifornimento carburante che e’ stimato in 3 ore e mezza, 4 ore, molto lungo e un aereo fa guadagnare piu’ soldi quante piu’ ore opera”.
L’A380, sottolinea Jarach, e’ un progetto ”costato moltissimo per ricerca e sviluppo e costeranno ancora di piu’ le fasi di test, con migliaia di ore volo per la certificazione aeromobile. Bisognera’ vedere se sara’ un successo commerciale per Airbus perche’ questi costi elevati hanno spostato molto in
alto il break-even”. Cosi’ il docente ricorda che ”il Concorde tecnologicamente sbaraglio’ tutti gli altri aeromobili in termini di velocita’ ma ne furono venduti solo 14 e fu un bagno di sangue per costruttori. E’ una grande scommessa anche per i governi che sono dietro, per le ricadute in termini di posti di lavoro”. Jarach spiega perche’, invece, ritiene ”vincente la
prospettiva di Boeing, dei collegamenti punto a punto. L’uomo d’affari e’ interessato ad avere piu’ frequenze e destinazioni maggiori ed evitare gli hub e la clientela d’affari e’ l’unica redditizia per un vettore”. L’A380 puo’ avere sino a 850-900 posti ma ”gli operatori saranno in grado di riempire tutto l’aeromobile – spiega Jarach – solo con un grande sacrificio dal punto di vista tariffario. Occorrera’ fare promozioni talmente forti che risulteranno quasi
sottocosto”. Chi potra’ davvero essere soddisfatto dall’A380 ”forse saranno gli operatori di cargo ma gli aeromobili sono piu’ interessanti dopo la riconversione dal servizio di linea perche’ i cespiti hanno prezzi molto inferiori. Ma occorre aspettare 15-20 anni per aspettare uscita di aeromobili dal servizio di linea”.

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