mercoledì, 27 Gennaio 2021

Algeria, ancora incertezza sui turisti scomparsi

Smentite le notizie apparse sulla stampa su eventuali contatti con i rapitori

L’incertezza regna ancora sovrana sulla sorte dei 31 turisti europei – 15 tedeschi, dieci austriaci, quattro svizzeri, un olandese e uno svedese – scomparsi tra la metà di febbraio e gli inizi di marzo nel Sahara algerino. Ieri il ministro dell’interno del governo uscente, Nourreddine Yazid Zerhouni, ha smentito l’esistenza di ”negoziati” e ”contatti” con gli eventuali rapitori, mentre il corrispondente della radio algerina da Illizia aveva affermato ieri che alcuni indizi farebbero pensare a un’imminente soluzione incruenta della vicenda. ”Non ci sono trattative, non ci sono contatti con chicchessia”, ha affermato il ministro algerino al termine della audizione nella Commissione turismo dell’Assemblea nazionale popolare (il parlamento algerino) svoltasi proprio sulla questione dei turisti scomparsi. Zerhouni non ha escluso ”alcuna eventualità”, ribadendo che ”a oggi non c’è alcuna certezza” sulla sorte dei 31 turisti dati per dispersi. Poi ha ripetuto che alcuni ”indizi”, in particolare ”alcuni vestiti” appartenuti agli scomparsi e ritrovati, mostrerebbero che gli scomparsi sono ancora in vita. L’esercito algerino e i servizi di sicurezza – ha aggiunto il ministro – stanno facendo un grande sforzo, con uomini e mezzi, per arrivare a una soluzione della vicenda. Zerhouni ha smentito le affermazioni attribuite ieri dalla radio algerina al ministro del turismo del governo uscente Lakhdar Dorbani, secondo cui ci sarebbero stati ”contatti” tra le autorità e gli eventuali rapitori dei 31 turisti. Lo stesso ministero del turismo ha smentito l’esistenza di tali contatti durante la riunione della commissione parlamentare. Il quotidiano El Watan, citando ”fonti ben informate”, ha scritto che i turisti europei ”sono stati rapiti, poi divisi in due gruppi” dai loro carcerieri. Il primo gruppo ”sarebbe detenuto a circa 150 chilometri a nord ovest di Illizi (1600 Km. a sud-est di Algeri), nel massiccio roccioso di Tamelrik, aggiunge il giornale che titola: ”La tesi del
rapimento si conferma”. Il secondo gruppo – sempre secondo El Watan – sarebbe detenuto ”tra In Salah e Tamanrasset”, quasi 2.000 chilometri a sud di Algeri, in una sorta di ”terra di nessuno controllata da contrabbandieri e predoni”.
”Un intervento militare per liberare gli ostaggi rischierebbe di risolversi con un’enorme perdita di vite umane, sia da parte dei turisti che delle forze di sicurezza. Queste ultime contano molto sul fattore tempo e su quello climatico per spingere i rapitori a negoziare la propria impunità contro la liberazione dei turisti”, afferma poi il giornale citando ancora le fonti, secondo le quali ”i rapitori non mancano d’acqua per il fatto che la regione quest’anno ha avuto ingenti precipitazioni. Nondimeno, finora non hanno avanzato alcuna rivendicazione politica. Loro vogliono trattare direttamente con gli apparati governativi interessati alla questione, e probabilmente esigere un riscatto”.
Le autorità algerine – conclude il giornale – hanno chiesto ai paesi confinanti con la regione, ossia Mali, Niger, Mauritania e Libia, di intraprendere operazioni di controllo per impedire ai rapitori di attraversare le loro frontiere. Il governo del Mali ha già dispiegato migliaia di militari lungo la frontiera con l’Algeria. Il Mali e’ infatti, presumibilmente, il paese più vicino ai luoghi dove attualmente si troverebbero i rapiti. Il veicolo Iveco trovato tra In Salah e Tamanrasset, su una pista molto usata dai contrabbandieri, apparterrebbe alla coppia di tedeschi Shuster, scomparsi dall’8 marzo scorso, hanno confermato le stesse fonti al giornale. Il numero di telaio del veicolo, ritrovato senza batterie e senza targhe, ”sarebbe quello di uno dei veicoli sul quale viaggiava il quinto gruppo che è scomparso tra Djanet e Illizi”. Il corrispondente della radio algerina da Illizi ha affermato ieri pomeriggio che questa vicenda ”sarebbe a un passo dall’essere risolta” e che alcuni ”indizi” farebbero pensare a un ritorno ”prossimo e senza vittime” dei 31 rapiti. Una fonte diplomatica a Bamako, nel Mali, aveva detto domenica che ”la quasi totalità dei 31 turisti sono in movimento”, precisando che ”sono stati spostati nel deserto almeno tre volte dai loro rapitori”, senza però rivelare dove si trovino ora. E il mistero continua.

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