sabato, 16 Gennaio 2021

Alitalia, al Cda gli obiettivi del Piano Industriale

Il Governo congela la privatizzazione e Mengozzi potrebbe lasciare

Il Governo continua a prendere tempo sulla privatizzazione Alitalia e l’A.D. Francesco Mengozzi potrebbe decidere di lasciare. Queste le voci circolate ieri, e subito smentite dall’Ufficio stampa Alitalia, che la dicono lunga sull’atmosfera che farà da cornice al Consiglio di Amministrazione della compagnia di bandiera, in programma domani. Alitalia, infatti, si avvia formalmente ad esaminare i contenuti del piano industriale, mettendo nero su bianco gli obiettivi di risanamento ed i sacrifici necessari per
ottenerlo. In assenza di segnali decisivi da parte del governo sul progetto di privatizzazione della compagnia, il cda convocato per il 30 ottobre dovrà finalmente indicare la strada che intende seguire per riportare in ordine i conti della compagnia indicando, tra l’altro, il numero degli esuberi ”inevitabili” che si verranno a creare nel corso dello svolgimento del piano e in vista o meno di un percorso di avvicinamento all’alleanza stretta tra Air France e Klm.
Si tratta di un traguardo più volte rinviato da questa estate, sempre in attesa di una decisione del governo sulla
privatizzazione. Ma anche ieri, a due giorni dalla convocazione del cda che dovrà esaminare il piano, il governo appare come mai diviso. La privatizzazione di Alitalia è una condizione ”difficilmente eludibile per poter ristrutturare e rilanciare la compagnia” e ”resta una priorità del governo” ha detto oggi il ministro per le politiche comunitarie, Rocco Buttiglione secondo il quale ”la compagnia non potrà inserirsi nel solco delle grandi aviolinee senza essere privatizzata”. ”La Lega vuole che il deficit accumulato sia scaricato ogni anno sulle casse dello stato?” si è chiesto il ministro che ha aggiunto: ”se non vuole questo, deve permettere ad Alitalia di entrare nel sistema di ristrutturazione del trasporto aereo europeo”.
”A differenza di quello che dice Buttiglione, la Lega non è
contro la privatizzazione dell’Alitalia e non pensa che debba
continuare ad essere una compagnia di bandiera tradizionale” si è affrettato a precisare Roberto Calderoli, Vice Presidente del Senato e coordinatore delle Segreterie della Lega Nord. ”Ciò che invece la Lega non vuole è la svendita di un patrimonio nazionale che si avvierebbe con l’approvazione del Dpcm in assenza di garanzie sull’ occupazione, sul pieno utilizzo degli aeroporti italiani e sul ruolo di Alitalia all’interno dell’alleanza” ha aggiunto l’esponente leghista che contrattacca: ”diversamente dovrei pensare che qualcuno ha gestito l’azienda in modo tale da portarla a perdere quote di mercato, a una flotta aerea non adeguata, a una svendita di gioielli di famiglia e a un bilancio che ha determinato una perdita di oltre 320 milioni di euro nel primo semestre 2003”. Alla domanda se la privatizzazione della compagnia di bandiera fosse tra le priorità del governo, ha invece risposto oggi il ministro delle Infrastrutture Lunardi che ha detto: ”la chiedono soprattutto Klm e Air France per ricevere Alitalia” nella loro alleanza. E, mentre dal governo non arriva alcun segnale
chiarificatore, rimbalzano le voci anche sulla tenuta dell’attuale vertice della compagnia il cui mandato è strettamente legato al programma di privatizzazione. Secondo
indiscrezioni, infatti, l’ad Mengozzi potrebbe lasciare la compagnia aerea e, con lui, anche il direttore generale, Marco Zanichelli. Per entrambi, si dice, sarebbe stata individuata anche una possibile nuova collocazione: alle Ferrovie il primo (con o senza l’attuale presidente e ad, Giancarlo Cimoli, il cui mandato scade il 14 dicembre) e in Finmeccanica il secondo, al posto di Testore. Ma le stesse indiscrezioni sono state smentite dall’ufficio stampa di Alitalia, che sottolinea come qualsiasi ipotesi di dimissioni del management di Alitalia ”siano da considerarsi totalmente destituite da ogni fondamento, anche perché il tema della privatizzazione dell’azienda è di stretta pertinenza dell’azionista”. Nel frattempo, comunque, il management lavora al programma di ristrutturazione del Gruppo secondo i progetti già individuati nelle linee guida del piano, avviando in particolare la cessione di alcune attività in outsourcing e rafforzandone altre in collaborazione con altri soggetti. Al cda di giovedì, infatti, dovranno essere esaminate le ”iniziative di outsourcing; affari finanziari e contratti; partecipazioni” e, quindi, affrontate le questioni dello sviluppo al di fuori del perimetro aziendale di attività come quelle dei servizi di handling o delle attività informatiche e degli accordi di collaborazione con joint venture sulle attività di manutenzione. In particolare il consiglio potrebbe esaminare il processo di cessione di quote di Alitalia Airport in cui il Gruppo potrebbe scendere sotto il 50%. Per la controllata per la gestione dei servizi di handling all’aeroporto di Fiumicino e in altri scali,
ci sarebbero infatti alcune nuove offerte da parte di una
società spagnola e di una italo-americana, che andrebbero ad
affiancare le proposte della società che gestisce il servizio
di Francoforte (Fraport) e della svizzera Swissport. Il
programma di cessione in outsourcing dovrebbe riguardare anche le attività di gestione dei servizi informatici mentre
dovrebbero essere rafforzate altre attività grazie a nuovi
contratti ed accordi. Tra queste potrebbe rientrare l’attività di manutenzione, per la quale le linee guida del piano già preannunciavano l’installazione a Malpensa di un nuovo hangar. Un accordo di joint venture dovrebbe in particolare riguardare Alitalia Maintenance che ha già stretto una collaborazione con Lufthansa per la gestione di un’officina motori.

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